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Cantelmo: "Criminalità sottovalutata, l'uso di droga può attirare i grandi clan"

Il Procuratore è intervenuto ad un incontro organizzato da Cgil e Libera

“In questo territorio sottovalutiamo la presenza della malavita. Me ne sono accorto dal primo giorno in cui sono arrivato. C’è una rappresentazione quasi rassicurante dell’illegalità, ridotta a poco più di una devianza, ma non è così. C’è già un seme preoccupante della presenza della criminaltà anche organizzata”. A parlare è il Procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, intervenuto all’incontro organizzato dalla Cgil e da Libera nella Sala Grasso della sede della Provincia.

“Siamo abituati – ha continuato Cantelmo - a parlare della malavita partendo dai capi clan, dai boss, ma c’è l’altra faccia della medaglia: quella dei vinti. Solo quando le vicende dei cosiddetti vincitori iniziano ad affievolirsi, riusciamo a leggere la realtà per quella che è, quella dal lato delle vittime. Questo dobbiamo fare”.

Dopo aver citato le storie di alcune vittime della criminalità organizzata e annunciato che, alla manifestazione regionale di Libera del prossimo 21 marzo, ci sarà anche lui; Cantelmo si è detto preoccupato per la magra presenza all’evento della società civile, mettendo in guardia, inoltre, dall’ampio uso di stupefacenti registrato tra i giovani irpini negli ultimi tempi: “Una pratica pericolosa che, alla lunga, potrebbe aprire la strada ai grandi clan, nella gestione di traffici illeciti in questa zona”.

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