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Cronaca San Martino Valle Caudina

Camorra in Valle Caudina, Don Ciotti: "Se non ci sarà una insurrezione da parte dei cittadini non ne usciremo fuori"

Nell'ambito del percorso verso il corteo nazionale, nell’aula Unicef del comune di San Martino Valle Caudina, è giunto Don Luigi Ciotti, Presidente e attivista di Libera: "La risposta deve essere culturale ed educativa e deve arrivare da parte dei cittadini"

Nell'ambito del percorso verso il corteo nazionale, nell’aula Unicef del comune di San Martino Valle Caudina (AV), è giunto Don Luigi Ciotti, Presidente e attivista di Libera, associazione di promozione sociale contro tutte le mafie. A presenziare l’incontro organizzato dalle associazioni locali in collaborazione con Libera Avellino, moderato da Tommaso Bello, Direttore della trasmissione televisiva Status Quo, c'erano le scuole, associazioni di ogni ragione sociale, azione cattolica, società civile e istituzioni.  Presenti anche Pasquale Pisano, Sindaco di San Martino Valle Caudina, Paola Spena, Prefetto di Avellino e Mario Morcone, Assessore alla Sicurezza della Regione Campania.

Occorre suscitare una reazione all’interno delle due comunità colpite

A seguito degli ultimi tragici episodi verificatisi nei Comuni di San Martino Valle Caudina e Cervinara, tutte le associazioni presenti nei suddetti territori hanno deciso di coalizzarsi con lo scopo di suscitare una reazione all’interno delle due comunità colpite. Il primo significativo segnale è stato lanciato attraverso la marcia silenziosa del 27 febbraio 2022 svoltasi nel Comune di Cervinara.  Una massiccia presenza ha constatato il desiderio, di tanti liberi cittadini, di non volersi piegare ai tanti fatti di cronaca che hanno macchiato le due comunità caudine e di chiedere con decisione un rafforzamento significativo delle forze dell'ordine.

"Dobbiamo trovare il coraggio di avere più coraggio"

Oggi una nuova importantissima tappa di un percorso volto a sensibilizzare la comunità caudina al tema della giustizia sociale, del contrasto ai fenomeni mafiosi, dell’impegno e la partecipazione civica a partire dalla fascia più giovane d’età. Ecco quanto dichiarato alla stampa da Don Luigi Ciotti:  "Il cambiamento ha bisogno del contributo di ciascuno di noi. C'è un lavoro - quello della magistratura e delle forze dell'ordine - che va riconosciuto e sostenuto ma, se non ci sarà una insurrezione da parte dei cittadini, non ne usciremo fuori. La risposta deve essere culturale ed educativa e deve arrivare da parte dei cittadini. Ha bisogno di politiche sociali e del lavoro. Dobbiamo unire gli onesti per diventare una forza. Dobbiamo trovare il coraggio di avere più coraggio. La violenza criminale cerca di creare paura e di dividere. Noi dobbiamo trovare la nostra forza nell'unità. I giovani sono i nostri protagonisti. I ragazzi, quando trovano punti di riferimento veri - coerenti e credibili - ci sono sempre. Una società che non investe sui giovani è una società che non investe sul proprio futuro. Dobbiamo distinguere il valore delle istituzioni e il valore di chi le governa. Se la politica resta lontana dalle vite delle persone non è politica. Anche noi cittadini, però, siamo chiamati a fare la nostra parte". 

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