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Cronaca

Omicidio Maffettone: sul delitto di camorra c’è la firma del clan Sangermano

Giulio Maffettone, braccio destro del boss Biagio Cava, fu ammazzato in un agguato di camorra nel marzo del 2016

 Continuano a emergere importantissimi sviluppi nell’inchiesta che ha decapitato il clan Sangermamo e condotto a 25 arresti. L‘associazione camorristica aveva allungato i tentacoli anche sull’Irpinia e, stando a quanto si apprende, il clan Sangermano ha apposto la firma anche sul delitto di Giulio Maffettone - braccio destro del boss Biagio Cava - ammazzato in un agguato di camorra nel marzo del 2016.

“Ma io non lo sapevo che i Sangermano si mettevano contro i Cava, come mai?”

“Chi si metteva contro i Cava?”

“Eh... dice che da quando uccisero quel Giulio Maffettone... quello là di Pago, lo hanno mandato a uccidere i Sangermano!”

Queste intercettazioni sono un fulgido esempio del potere del clan e della sua contrapposizione ad altri gruppi antagonisti, segnatamente rappresentati dal clan Cava. A dimostrazione, ancora una volta, dell’ostinata, invasiva insistenza anche del clan Sangermano sul territorio: in quella perenne lotta tra consorterie criminali che cercano di accaparrarsi la ‘fetta' più importante del territorio.

Nel dettaglio, l'omicidio di Maffettone Giulio aveva destato molto scalpore nella zona. Il delitto fu oggetto di un’altra intercettazione. I due interlocutori erano d'accordo nell'opinare che i mandanti o esecutori dell'omicidio non potessero essere altri che i fratelli Sangermano:

“No… ma non esiste! È QUA! c'è stata qualche discussione con LUI proprio! Non ora, prima che gli sparò quell'altra volta ... lui fece un po' il capatosta, ne so qualcosa!!”

In particolare, l’interlocutore asserisce di aver appreso tali circostanze da un suo operaio, parente del defunto Giulio, il quale escludeva che l'agguato fosse stato progettato da esponenti della famiglia camorristica dei Graziano, storici antagonisti dei Cava nel Vallo di Lauro, perché Maffettone Giulio, che già era rimasto vittima di agguati nel recente passato, aveva avuto un chiarimento con i Graziano, i quali gli avevano assicurato di non essere stati loro ad attentare alla sua vita:

"Noi non c'entriamo niente ... se ti dovevamo sparare, potevamo farlo quando volevamo noi. Potevamo farlo davanti alla porta di casa tua senza nessun problema ... per noi... puoi stare a pensiero tranquillo!"

L’agguato in cui trovò la morte Giulio Maffettone

Giulio Maffettone, il pregiudicato di 58 anni rimasto vittima di un agguato di camorra la sera del 6 marzo 2016, morì due giorni dopo presso il Policlinico di Napoli, in conseguenza delle gravi ferite alla testa riportate. Maffettone era ritenuto dagli inquirenti il braccio destro del boss Biagio Cava. Maffettone, insieme a un’altra persona, si trovava a bordo di un'auto quando fu inseguito dai sicari. Poi gli spari, almeno due, alla testa di Giulio Maffettone; spirato due giorni dopo in un letto del reparto di rianimazione dell’ospedale napoletano.

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