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Camorra in Irpinia, le gerarchie criminali potrebbero cambiare

Stiamo assistendo a un ritorno alle armi che da tempo non si vedeva

Quando parliamo della camorra in Irpinia, senza ombra di dubbio, non possiamo non citare la guerra eterna tra il clan Cava e il clan Graziano. Con la morte del boss Biagio Cava, adesso, si è tornati a sparare e, fino a quando il corso delle indagini non seguirà una strada diversa, sussistono importanti segnali che l’atto intimidatorio avvenuto nei confronti di una ditta di calcestruzzo, nonché l’agguato in cui è stato gravemente ferito Vincenzo Grasso, pregiudicato 37enne, portino la firma del clan Graziano.

Il clan Pagnozzi spettatore interessato

Un ritorno alle armi che, in Irpinia, sta facendo molto rumore. Tra gli spettatori interessati della vicenda, certamente, c’è il clan Pagnozzi, attivo in Valle Caudina e con importanti proiezioni anche nella Capitale. Avellino Today sta portando avanti un discorso informativo sulla criminalità organizzata in Irpinia e, vogliamo ricordarlo, il maggior punto di forza del clan Pagnozzi è sicuramente il rapporto di alleanza con le organizzazioni criminali operanti nel beneventano, con i Casalesi e con altri sodalizi del napoletano.

Prevenire meglio che curare

Le indagini degli inquirenti sugli ultimi eventi delittuosi sono solo all’inizio ma, siamo sicuri, il tempo è poco. Per evitare che questo territorio torni a essere sporcato di sangue occorre prevenire prima che curare. Le gerarchie criminali potrebbero cambiare drasticamente e rapidamente. La sensazione, adesso, è che l’Irpinia sia come una grande scacchiera e che i pedoni stiano cominciando a muoversi.

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