Cronaca

I clan non si nascondono più, nel mirino l'imprenditoria irpina

I recenti sviluppi lasciano poco spazio all'immaginazione

Appare innegabile che, in Irpinia, stanno accadendo cose molto strane. Tutto è cominciato nel mese di febbraio, quando furono esplosi circa venti colpi di carabina contro l’ingresso di una ditta di calcestruzzo. Successivamente, ci fu un attentato nei confronti di Vincenzo Grasso. Nella notte tra il 13 e il 14 di questo mese, adesso, ignoti sono entrati in azione nel piazzale di un'azienda di Avella dedita alla lavorazione di ciliegie, cospargendo di liquido infiammabile alcuni fusti di plastica e appiccando un incendio.  

Cosa ci viene nascosto ancora? AvellinoToday porta avanti il suo progetto d'informazione sulla criminalità organizzata in Irpinia e, ovviamente, questi eventi delittuosi non fanno altro che accrescere il numero delle nostre domande. Dopo un periodo di relativa tranquillità i clan hanno ripreso ad alzare la voce e, come è evidente, il primo settore a finire nel mirino è stata l'imprenditoria irpina; con l'attentato avvenuto nei confronti della ditta di calcestruzzo del Vallo Lauro e ciò che è avvenuto, ad Avella, nella notte tra martedì e mercoledì, e per cui le indagini da parte degli inquirenti sono appena cominciate. Cosa accadrà, ancora, prima che questo territorio riesca a comprendere che l'attività della camorra non è assolutamente un discorso circoscritto a Napoli o Caserta?  

Noi stiamo ponendoci un sacco di domande, gli avellinesi, ormai, stanno ponendosi un sacco di domande; forse è giunto il momento che anche le istituzioni irpine comincino a fare lo stesso. Quantomeno, prendendo una posizione ferma e pubblica contro dei crimini che, senza ombra di dubbio, non possono finire nel dimenticatoio.  

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