Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Quindici

Torna in carcere il boss Adriano Sebastiano Graziano, “O’ Professore”

Ricercato da personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino, il 54enne si è infine costituito

Divenuta esecutiva la sentenza della Corte d’Appello di Napoli di condanna, nei confronti di Adriano Sebastiano Graziano, 54enne esponente apicale del clan Graziano di Quindici (AV) alla pena della reclusione di anni 10 per il reato di cui all’art. 416 bis C.P. con le aggravanti di cui ai commi 2, 3, 4, 5, e 7. Irrogate altresì le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale durante la pena, nonché la misura della libertà vigilata per anni 3. Ricercato da personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino dopo che si era reso irreperibile presso la propria abitazione, si è infine costituito presso la Casa Circondariale “Rebibbia” di Roma.

Chi è Adriano Sebastiano Graziano

Noto alle forze dell'ordine fin dal 1985, è stato soprannominato 'O Professore e più volte arrestato per associazione a delinquere, estorsione, tentato omicidio e altri reati. Figlio di Salvatore Luigi Graziano e Chiara Manzi (che furono entrambi tra gli autori della "Strage delle Donne"), è stato anch'egli accusato di essere uno dei responsabili dell'eccidio, successo a Lauro nel 2002, considerato l'episodio culmine della faida che vede il clan Graziano, da oltre 30 anni, in guerra con il clan Cava.

Sfuggito ad un blitz dei carabinieri il 5 maggio 2008 che portò all'arresto di altri 22 affiliati alla cosca Graziano, viene arrestato in un centro commerciale a Valmontone, mentre fa shopping con un imprenditore di Moschiano, il 27 luglio dello stesso anno.

Prosciolto dall'accusa di aver partecipato alla cosiddetta "Strage delle Donne" e dopo l'annullamento di una condanna a 10 anni di reclusione per associazione camorristica, è stato scarcerato nel 2014, dopo aver scontato circa 6 anni di detenzione in regime del 41 bis.

"Villa Alta Chiara", la masseria bunker del boss, sita in Quindici, alla via Eduardo De Filippo, è oggi un maglificio. Contro le cancellate del maglificio, il 20 ottobre del 2015, due giorni prima della sua inaugurazione, ignoti hanno esploso diversi colpi di arma da fuoco.

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