La rivolta delle donne alla Fca (ex Fma): "No alla tuta chiara, vi spieghiamo il motivo..."

“Noi facciamo i metalmeccanici, stiamo tutto il giorno in posizioni assurde – spiega l'operaia dopo aver da poco concluso il suo turno di notte – perché lavoriamo dentro le macchine, facciamo un lavoro con il corpo piegato dentro le scocche"

Tute blu simbolo delle lotte e conquiste operaie. Ma non è più cosi negli stabilimenti Fca (ex Fma) che fa capo alla Fiat. La prima protesta delle donne operaie è partita da Melfi. Non è la sola. Stamani allo stabilimento di Pianodardine a Pratola Serra sono state consegnate le nuove divise che l'hanno ribattezzata "pigiamone". Per non parlare dei commenti delle donne. 

Le lavoratrici hanno inviato una petizione alla direzione  nella quale chiedono la sostituzione del pantalone della divisa aziendale  con uno di colore scuro. "Nel corso degli anni si sono verificati numerosi episodi incresciosi a causa del colore chiaro dell'attuale divisa. Imbarazzo forte si e' avuto specie durante il periodo del ciclo mestruale", si legge in un comunicato della Fiom di Avellino. "Per questo motivo - prosegue la nota - abbiamo chiesto alla direzione del personale un intervento per la sostituzione di tale pantalone. La petizione e' stata sottoscritta da un nutrito numero di lavoratrici a dimostrazione come sia reale e sentita la problematica".

Una situazione imbarazzante. "Quando si verifica non sappiamo dove andare, - dice una operaia - visto che non possiamo tornare a casa. Abbiamo dieci minuti di tempo di pausa, ma non ce la facciamo mica ad andare in bagno tutte le volte, dove si accumula la coda delle colleghe”. 

A questo si aggiunge il problema legato al tipo di lavoro: “Noi facciamo i metalmeccanici, stiamo tutto il giorno in posizioni assurde – spiega l'operaia dopo aver da poco concluso il suo turno di notte – perché lavoriamo dentro le macchine, facciamo un lavoro con il corpo piegato dentro le scocche. Diventa facile sporcarsi quando hai il ciclo mestruale. E così scatta un senso di umiliazione. Tutti in fabbrica lo vengono a sapere, qualcuno dei colleghi maschi fa anche il commento stupido tra le auto in fila. Tutto per colpa del pantalone chiaro. Per questo abbiamo deciso di agire cominciando a raccogliere firme per chiedere di cambiare il colore della divisa. Basta, non ce la facciamo più”.

I sindacati ne hanno già discusso. A Melfi è stato detto che "da gennaio – è scritto nel comunicato della Fismic – in arrivo una culotte da indossare sotto la tuta, per le donne alle prese con indisposizione mestruale”. Una scelta che farà ancora più discutere.

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Com’è naturale che fosse la decisione dei piani alti ha fatto irritare ancora di più le lavoratrici dello stabilimento. "All’inizio pensavamo ad uno scherzo. Nessuno poteva immaginare che si potesse arrivare a tanto. L’ipotesi di sopperire a questo problema, consegnandoci un pannolino, sembra aggiungere la beffa all’umiliazione"

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