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Querelle Stadio Partenio: intreccio tra calcio, politica e imprenditoria

Finito il campionato di calcio, la sfida si sposta nelle stanze del Comune per la questione Stadio

Finito il campionato di calcio, la sfida si sposta nelle stanze del Comune per la questione Stadio. Le dichiarazioni velenose dell'assessore Paola Valentino nei confronti del club irpino riaprono le ostilità per la querelle Stadio.  “Il rischio di chiusura c’è, i canoni di locazioni non sono stati pagati, non c’è stata una transazione, se questa non inizia lo stadio dovrà chiudere. Noi amministratori siamo tifosi dell’Avellino e vogliamo che la squadra resti ad Avellino, ma non può dipendere solo da noi. Serve un impegno concreto da parte del presidente per il pagamento dei canoni di locazione: quanto meno al versamento di un acconto e poi alla presentazione di un piano di rientro".

La vicenda, però va ad intrecciarsi tra calcio, politica ed imprenditoria. Ricordiamo che l'assessore Paola Valentino è in quota Angelo D'Agostino, deputato di Scelta Civica e soprattutto sponsor ufficiale con una delle sue aziende della squadra irpina. Si vocifera inoltre un ingresso in società. Una situazione ingarbugliata e molto sottile.

L'U.S. Avellino, per tramite del prof. Pietro Schiavone, legale che sta seguendo la pratica con il Comune di Avellino relativa allo stadio “Partenio-Lombardi”, rende noto che “Le dichiarazioni rilasciate dall'assessore Paola Valentino sono giuridicamente pleonastiche e relazionalmente inopportune. Infatti, tali affermazioni nulla aggiungono a quanto le parti hanno ampiamente e con estrema precisione stabilito per iscritto nel Protocollo d'Intesa firmato il 21 aprile 2017 e, a seguito del quale il Comune ha chiesto una proroga per completare i propri adempimenti fino al 23 maggio 2017. Le estemporanee dichiarazioni dell'assessore Valentino sono dovute ad una sua esigenza di visibilità, che intende ottenere  parlando dell'Avellino calcio, sono dovute al suo desiderio di inasprire inutilmente e unilateralmente gli animi o a cosa altro?”.

Ma già qualche giorno prima il presidente Taccone era stato chiaro: "Non mi faccio ricattare da nessuno. Non ho mai parlato di compensazione. Con il Comune di Avellino abbiamo firmato una convenzione, c'è scritto che dobbiamo pagare un canone di locazione, ma i lavori straordinari vanno scalati dallo stesso, che è la risultanza di un dare e un avere. L'Avellino non deve dare nulla al Comune. I miei avvocati e i dirigenti del Comune hanno stabilito che nessuna delle due parti debba chiedere soldi fino alla valtuazione dei lavori di restyling che noi abbiamo effettuato, cioè fino al 25 maggio. Nella convenzione erano previsti sia i lavori di ampliamento a diecimila posti dello stadio, che interventi straordinari. La Valentino racconta queste favolette per motivi politici? Non sono io che voglio andare a giocare a Cava o a Nocera, ma vista la situazione devo trovare una soluzione alternativa. Entro fine maggio ci sarà il rinoscimento dei lavori da parte del Comune di Avellino, se lo riterremo congruo allora riscriveremo la convenzione".

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