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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cronaca Atripalda

Buste paga truccate al Comune di Atripalda: le richieste di pena per gli imputati

Sono accusati di avere sistematicamente manomesso il sistema informatico del Comune al fine di far comparire nelle proprie buste paga voci stipendiali non dovute

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo una nuova udienza relativa ai tre dipendenti comunali di Atripalda ritenuti responsabili di avere sistematicamente manomesso il sistema informatico del Comune al fine di far comparire nelle proprie buste paga voci stipendiali non dovute, predisponendo i relativi mandati di pagamento. Nella fattispecie, il Pm chiedeva anni 1 e mesi 8 di reclusione, oltre al pagamento di 300 euro di multa per Pierluigi Iandoli e Irene Iandolo. E anni 2 di reclusione e 400 euro di multa per Antonietta Vecchione. Adesso è tutto rimandato alla data del 16 gennaio 2023, quando gli avvocati Penna e Iacobelli, difensori di fiducia degli imputati, faranno la loro discussione. 

Buste paga truccate, la ricostruzione della vicenda 

La frode sarebbe stata ideata nel 2009 da Antonietta Vecchione la quale, approfittando del proprio ruolo di preposta all’Ufficio del Personale e di addetta alla predisposizione delle buste paga, aveva cominciato a inserire alcune voci stipendiali non dovute per far lievitare i propri emolumenti mensili. Per non avere problemi nella fase dell’emissione dei mandati di pagamento (necessario presupposto per l’erogazione delle somme da parte della Tesoreria) si sarebbe poi procurata la complicità di Irene Iandolo, addetta all’Ufficio Ragioneria. Quest’ultima avrebbe predisposto mandati di pagamento ideologicamente falsi, sulla scorta dei dati informatici anch’essi ideologicamente falsi inseriti nel sistema informatico. Mandati di pagamento che sono stati portati alla firma del funzionario responsabile che non era in grado di accorgersi della frode in quanto i mandati riguardavano contestualmente la posizione di più dipendenti. Per non destare sospetti ed uniformare il trattamento economico dei dipendenti risultante dalle buste paga alterate, la Vecchione avrebbe poi attribuito la voce stipendiale non dovuta (“indennità chilometrica”) anche a Luigi Iandoli, mettendolo al corrente del meccanismo fraudolento.  

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