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Bracconaggio, fenomeno poco diffuso in provincia

È quanto emerge da un approfondimento sul bracconaggio realizzato da Legambiente sulla base di due gruppi di dati

Nella  provincia di Avellino si registrano meno reati di  bracconaggio in Campania.

È quanto emerge da un approfondimento sul bracconaggio realizzato da Legambiente sulla base di due gruppi di dati: i primi relativi, alle sole infrazioni contro la fauna selvatica, ricevuti da tutte le Forze di Polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto, Corpi Forestali Regionali, Polizie Provinciali) per la stesura del Rapporto Ecomafia. Il secondo gruppo riguarda, invece, i dati degli ultimi quattro anni, sempre su base regionale e provinciale, trasmessi dalle Procure (Procure delle Repubbliche presso i Tribunali e Procure presso i Tribunali per i Minorenni) all’associazione nazionale LAV ai fini della redazione del Rapporto Zoomafia.

Nello specifico ad Avellino e provincia si sono registrati nel periodo preso in considerazione i seguenti dati: Forze di polizia 127 infrazioni, 1 infrazione ogni 20 giorni. Denunciate inoltre 41 persone ogni 62 giorni. 78 sequestri, 1 ogni 33 giorni. La Procura della Repubblica ha denunciato tre persone, uno ogni 486 giorni, 4 indagati, 1 all’anno

“Bracconaggio e commercio illegale di specie animali protette – dichiara Pasquale Raia, direttivo Legambiente Campania – sono alcuni dei reati più diffusi in Italia ai danni degli animali a testimonianza dell' importanza e l’urgenza di un’efficace attenzione alla salvaguardia di questa componente essenziale della biodiversità, a partire dall’ adeguamento della tutela legislativa, oggi ricadente solo tra i cosiddetti “reati minori”, dall’ istituzione di una regia nazionale, dal rafforzamento della vigilanza, compresa la valorizzazione di quella volontaria, e dal coinvolgimento attivo dei differenti attori istituzionali territoriali per fermare i bracconieri e le illegalità ai danni della fauna. Per questo chiediamo al Parlamento di introdurre nel codice penale i delitti contro la fauna, riprendendo il lavoro già fatto con emendamenti e ordini del giorno durante la discussione parlamentare della legge sugli "Ecoreati", strumento indispensabile per consentire alle Forze di Polizia e alle Procure di raggiungere efficaci risultati nel loro quotidiano, difficile e preziosissimo lavoro di contrasto dell'illegalità.”

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