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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Bomba al Centro per l'Impiego: "Pelosi era sicuramente sotto intercettazione, non volevo avere problemi"

Nuova udienza per il processo a carico di Ubaldo Pelosi e Carmine Bassetti, i due uomini arrestati per aver piazzato un ordigno esplosivo nei pressi del centro per l'impiego di Avellino

Nuova udienza per il processo a carico di Ubaldo Pelosi e Carmine Bassetti, i due uomini arrestati per aver piazzato un ordigno esplosivo nei pressi del centro per l'impiego di Avellino, nel maggio 2020. Nella giornata di oggi veniva ascoltato l'avvocato Claudio Ruocco, amico di Pelosi e legale di Bassetti. Il legale forniva chiarimenti relativamente ad alcune conversazioni acquisite nell'ambito dell'attività d'intercettazione del nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino. Stando a quanto si apprende, nel corso di alcune conversazioni avvenute con un vicino di casa dell'imputato: "L'ho invitato a non parlare di me con il Pelosi, perché sicuramente era sotto intercettazione, non volevo avere problemi". Il secondo testimone, invece, è un dipendente dello studio di Pelosi, presente all'atto della perquisizione dei carabinieri a seguito dell'esplosione. Gli è stato chiesto dei computer posti sotto sequestro, sui quali furono rinvenute alcune ricerche risalenti ai giorni immediatamente successivi all'avvenimento contestato e riguardanti proprio alcuni articoli pubblicati sulla vicenda. "Quei computer sono a disposizione di tutti i dipendenti. Potrei aver effettuato quelle ricerche io stesso". 

Adesso, la prossima udienza è attesa per l'11 ottobre, quando avrà luogo l'escussione dell'ultimo testimone e la discussione. 

Avrebbero aderito a un movimento no-mask

Stando a quanto affermano i carabinieri del Ros, che hanno condotto le indagini, i due uomini - all’epoca dei fatti - avrebbero aderito a un movimento no-mask che si opponeva alle restrizioni imposte dal governo Conte per contrastare l’epidemia da Covid-19. 

La bomba contro il Centro per l'impiego di Avellino

È la sera del 20 maggio 2020 quando un ordigno esplode davanti al centro per l'impiego di Avellino, in via Pescatori. La bomba, piazzata probabilmente in un cestino, distrugge la vetrata anti sfondamento. La polizia giudiziaria recupera un frammento dell'ordigno e parte di un grosso petardo, un raudo, usato per l'innesco. Un testimone vede un uomo che si allontana velocemente dalla struttura e scappa su un'automobile, una Mercedes Classe A, dove lo aspetta un complice. Analizzando i dati dei lettori di targhe, i carabinieri individuano due vetture dello stesso modello che in quei giorni sono passate nel centro di Avellino: una è bianca ed è di Pelosi, commercialista di 52 anni; l'altra, nera, è utilizzata da Bassetti, restauratore di 49 anni.

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