Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Biglietti per Juve-Napoli da imprenditore, pesante sanzione del Csm per il magistrato D'Onofrio

Perso il grado di procuratore aggiunto

La questione è ben nota: si tratta di biglietti per assistere alla partita tra Juve e Napoli per sè e la propria scorta con relativo pernottamento a Torino ricevuti da un imprenditore. Questo ha messo nei guai Vincenzo D'Onofrio. La frase (da lui ritenuta scherzosa) "ti potrei far mandare la finanza" rivolta al titolare di un cantiere  navale, dove avrebbe usato una piccola imbarcazione e un gommone senza pagare nulla.
Queste sono solo alcune delle vicende contestate dal Csm al pm di Avellino, Vincenzo D'Onofrio e che oggi gli sono costate il posto di procuratore aggiunto che ricopriva dal 2019. Con 18 voti a favore,2 contrari e 3 astensioni il plenum ha infatti deciso di non confermarlo nell'incarico, ritenendo che con queste condotte - al centro di un procedimento penale concluso con l'archiviazione e di accertamenti disciplinari che si dovrebbero definire a breve - si sia "incrinato il requisito dell'indipendenza", come ha sintetizzato il relatore del fascicolo, il laico del M5s Filippo Donati.
Si è trattato di gentilezze ricambiate con regali da inquadrare in un rapporto di amicizia, sosteneva, invece, la difesa del magistrato, anche in due memorie inviate al Csm con la richiesta di fermare la decisione per procedere in mancanza di approfondimenti istruttori.
"Neanche un rapporto esclusivamente amicale può giustificare che un magistrato accetti biglietti per andare allo stadio o di utilizzare un gommone senza pagare il corrispettivo dovuto", la replica di Donati, che ha definito non rilevante anche la presa di posizione del procuratore di Avellino Domenico Airoma e del suo predecessore Rosario Cantelmo,  concordi nell'escludere alcun appannamento dell'autorevolezza istituzionale" del collega.
Si sarebbe dovuto attendere l'esito disciplinare anche per "garantire parità di trattamento rispetto ad altri casi ben più eclatanti" ha sostenuto invece il togato di Unicost Michele Ciambellini, secondo cui il relatore, basandosi sul provvedimento di archiviazione del gip - "fatto male perchè privo di un valutazione autonoma rispetto a quella del pm" - ha ritenuto "acclarati" fatti rispetto ai quali "D'Onofrio ha offerto una contestualizzazione molto diversa".
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