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Cosa portava la Befana di una volta: la calza della tradizione era molto diversa

In gran parte si trattava di doni legati al mondo agrario proprio perché lì affondano le radici della festa della Befana

Il 6 gennaio è il giorno dell’Epifania “che tutte le feste si porta via”. Ogni regione ha le proprie usanze e leggende, ma la figura più popolare, che meglio incarna questa ricorrenza, è la Befana. Una vecchia donna con la gobba e col naso adunco e “le scarpe tutte rotte. La vecchietta arriva come Babbo Natale, di notte, ma il suo mezzo di trasporto è una scopa magica per portare i regali ai bambini buoni.
Negli agli anni ’60 nelle famiglie italiane era la befana a portare, nella notte dell’Epifania i doni ai più piccoli. Babbo Natale, invece era un’usanza più comune nel Nord Europa.
La tradizione italiana, infatti, voleva che i bimbi mettessero sotto il camino una grande calza per permettere alla Befana di riempirla di doni.
 Da Nord o al Sud il contenuto cambiava poco. Venivamo messi mandarini, portugal (che poi erano arance così chiamate sia in Emilia che a Napoli), noci, caramelle, qualche dieci lire, uno o due pacchettini di wafer, nocciole, caramelle, arachidi, fichi secchi, qualche cioccolatino. Per i più poveri la calza veniva riempita con delle mele e per i più cattivi non mancava mai il carbone, non quello dolce, ma quello vero.
In gran parte si trattava di doni legati al mondo agrario proprio perché lì affondano le radici della festa della Befana: nell’antichità pre-cristiana, tra il 5 e il 6 gennaio, si celebrava la morte e la rinascita della natura. I Romani erano convinti che, nelle dodici notti che separavano il solstizio d’inverno da questa ricorrenza, fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri.

Un’altra leggenda ricollega, invece, la Befana (il cui nome è una storpiatura di Epifania, “manifestazione”) ai Re Magi che, non riuscendo a trovare la strada per arrivare alla capanna di Betlemme, chiesero informazioni a una vecchietta. Questa si rifiutò di aiutarli, rispondendo in modo sgarbato. Pentitasi della propria azione, la donna per rimediare riempì un sacco di dolci e si mise in cammino, bussando a tutte le porte alla ricerca di Gesù e offrendo in cambio i doni che aveva portato con sé.
 

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