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Cronaca

Bar del Partenio legati al clan, Vittorio Forte: "Non ho nulla a che vedere con mia zia"

Anche il titolare dell'altro bar sito all’interno dello Stadio Partenio-Lombardi, attraverso il suo legale Gerardo Santamaria, respinge con forza le accuse e annuncia che farà ricorso

Ieri il comune di Avellino e la Prefettura hanno revocato la Scia e chiuso i tre bar dello Stadio Partenio-Lombardi. Tutto è partito dalla richiesta di rinnovo in vista della nuova stagione calcistica. Stando a quanto si apprende, si tratta dell’applicazione del d.P.R. n. 616 del 1977 che prevede che il comune informi il Prefetto dell’adozione del provvedimento del rilascio delle licenze. La risposta della Prefettura è stata immediata e, in virtù di queste valutazioni, il comune di Avellino adottava il provvedimento. Si parla di "grave pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica". Le indagini delle forze dell'ordine riferiscono che i titolari sono ritenuti persone vicine agli affiliati del Nuovo Clan Partenio; l'identico provvedimento, con le stesse motivazioni, che portò alla chiusura del ristorante “It's Ok” e della pizzeria “Pomodoro”; così come il parcheggio dell’ex Ipercoop. La motivazione della nuova ordinanza riferisce che i titolari dei tre punti ristoro sono ritenute persone vicine alla famiglia di Livia e Modestino Forte, entrambi in carcere con l’accusa di associazione a delinquere.

Anche Vittorio Forte ha deciso di fare ricorso 

Anche Vittorio Forte, titolare dell'altro bar sito all’interno dello Stadio Partenio-Lombardi, attraverso il suo legale Gerardo Santamaria, respinge con forza le accuse e annuncia che farà ricorso. Vittorio Forte è nipote di Livia Forte, figlio di uno dei fratelli (non Modestino n.d.r. ): “Gestisco l’esercizio commerciale in questione da 18 anni e non ho mai avuto problemi, una attività sempre svolta nel pieno rispetto della legge. Non posso pagare per le colpe dei miei familiari. Continuo ingiustamente a essere giudicato per il cognome che porto e non per la persona che sono. Ho già affrontato un processo in cui venivo accusato di estorsione con metodo mafioso e sono stato assolto con formula piena. Farò sicuramente ricorso contro questo provvedimento assurdo e ingiusto”.

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