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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

Banda dei picchiatori: accolta la richiesta di rito abbreviato condizionato

Per questo procedimento sono accusati Frasca Marco, Perrino Yuri, Sperduto Sebastiano, Di Gaeta Maurizio e Saggese Cristian perché, in concorso tra loro, tentarono di uccidere Alessio Romagnuolo

Tentato omicidio di Alessio Romagnuolo, avvenuto in Contrada Quattrograna Ovest il 19 ottobre del 2021. Il 3 maggio scorso – dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Avellino, dottor Marcello Rotondi – si è svolta l’udienza preliminare per 17 imputati. In quell'occasione, i difensori hanno chiesto il rito abbreviato condizionato all’escussione della vittima Alessio Romagnuolo in relazione al capo di accusa di tentato omicidio per Frasca Marco, Perrino Yuri, Sperduto Sebastiano, Di Gaeta Maurizio e Saggese Cristian perché, in concorso tra loro, tentarono di uccidere Alessio Romagnuolo. Nella giornata di oggi, la suddetta richiesta - nonostante l'opposizione dei pm della Procura di Avellino Lorenza Recano e Vincenzo D'Onofrio, veniva accolta e, il 13 settembre, verrà ascoltato proprio Alessio Romagnuolo. Successivamente sarà calendarizzata anche la data della discussione. Rito ordinario per gli altri imputati, il cui coinvolgimento risulta essere certamente più marginale. 

L'avvocato Mauriello, difensore di fiducia di Frasca Marco, ha presentato una consulenza balistica in merito al caso. D'altra parte, l'avvocato Aufiero - difensore di Yuri Perrino - ha condotto delle indagini difensive, ascoltando quattro gestori di locali che, secondo l'accusa, avrebbero subito estorsione. Il Pubblico Ministero aveva a disposizione 60 giorni per effettuare nuove indagini al fine di confermare o confutare le indagini difensive. Il termine è scaduto lunedì 3 luglio e il Pubblico Ministero ha acquisito le indagini condotte dal penalista, nonché presentato delle memorie riguardanti le indagini precedentemente svolte dai Carabinieri di Baiano e il deposito formale dei relativi atti.

Sperduto Sebastiano è difeso dall’avv. Roberto Romano, Perrino Yuri è difeso dall’avv. Gaetano Aufiero, Saggese Cristian è difeso dall’avv. Alfonso Maria Chieffo, Frasca Marco è difeso dagli avv.ti Dello Iacono Domenico e Claudio Mauriello.

Il tentato omicidio di Alessio Romagnuolo

Per quell’episodio sono accusati Frasca Marco, Perrino Yuri, Sperduto Sebastiano, Di Gaeta Maurizio e Saggese Cristian perché, in concorso tra loro, tentarono di uccidere Alessio Romagnuolo. In particolare, Frasca, alla guida del Furgone bianco, Fiat Ducato. Perrino, alla guida dell’autovettura nera Volkswagen Fox, con a bordo, seduto sul lato passeggeri posteriore, Sperduto Sebastiano, mentre Saggese Cristian sedeva sul lato passeggeri anteriore, Di Gaeta, alla guida dell’autovettura bianca Seat Ibiza, con a bordo soggetto non identificato, dopo essere giunti in contrada Quattrograna, presso l’abitazione di Romagnuolo, nel mentre Perrino, Sperduto, Saggese, Di Gaeta e la persona non identificata, armati di spranghe di ferro e mazze del tipo baseball, circondavano la suddetta abitazione impedendo l’eventuale fuga alla vittima. Frasca Marco, sceso dal mezzo dallo stesso condotto, dopo aver attirato l’attenzione di Romagnuolo Alessio, che in quei momenti si trovava sotto al porticato del palazzo dove abitava, prima attirandolo con la frase “vieni un attimo”, contestualmente minacciandolo con le seguenti parole “uomo di mer**a io ti devo uccidere”, gli puntava contro una pistola e gli esplodeva contro più colpi di arma da fuoco, ad altezza uomo, nel tentativo di ucciderlo; azione non riuscita per cause indipendenti dalla volontà dei rei, essendosi il Romagnuolo Alessio datosi prontamente alla fuga.

L’indagine è partita dall’aggressione a Roberto Santulli, ritenuto vicino al clan Sangermano

Le indagini relative ai casi di estorsione che ha visto, tra le vittime, imprenditori e attività commerciali, imponendo il pizzo usando anche maniere forti – poi – sono nate a seguito dell’aggressione a Roberto Santulli, ritenuto vicino al clan Sangermano. Questo episodio di violenza è accaduto il 31 luglio del 2020 a Monteforte Irpino. Per l’aggressione sono indagati Sperduto Sebastiano e Perrino Yuri perché, in concorso e previo accordo tra loro, cagionavano lesioni personali a Santulli Roberto (“trauma cranico in seguito ad aggressione da persona non nota, a destra frattura scomposta parete orbita, frattura parete infossata dell’arco zigomatico, frattura parete postero laterale del seno mascella con emoseno”). Con le aggravanti dell’essere più persone riunite e dell’aver agito con premeditazione, pedinando la vittima e attendendo sotto la sua abitazione che rientrasse.

All’interno delle oltre 1600 pagine di ordinanza firmata dal Gip Fabrizio Finamore relativamente all’attività del clan Sangermano (anche in Irpinia), viene descritto con precisione il ruolo di Roberto Santulli. Stando a quanto si apprende, quest’ultimo è delegato principalmente alle azioni estorsive promosse dai vertici. Oltre che coinvolto in azioni in danno di commercianti per ottenere la commercializzazione delle mozzarelle costituisce il punto di riferimento del clan sul territorio di Monforte Irpino (AV); si rimanda a tale ultimo riguardo, ad alcune esplicative conversazioni che egli intrattiene con Sangermano Nicola nel corso delle quali fornisce, su ordine di quest’ultimo, un resoconto dettagliato di numerosi cantieri edili aperti su quel territorio, sui nominativi delle ditte e dei soggetti che procedono alle opere, sullo stato di avanzamento delle stesse nonché rende conto delle somme incassate dalle vittime, assicurando di averle puntualmente recapitate al capoclan.

Dalle intercettazioni telefoniche si palesa l’interessamento e l’attenzione di Sangermano Nicola nel monitorare i cantieri aperti o in fase di apertura da parte dei vari imprenditori presenti sul territorio. In particolare, nel corso della telefonata, Sangermano chiede al suo interlocutore “Roberto”, notizie in merito all’andamento dei lavori che sta eseguendo e che dovrà eseguire, così come chiede notizie sui lavori in corso d’opera di altri soggetti non meglio identificati dei quali Roberto fornisce dettagliate informazioni.

Banda dei picchiatori, ecco chi sono i 17 imputati

Banda dei picchiatori, ecco chi sono i 17 imputati. Gli avvocati difensori sono: Alfonso Maria Chieffo, Gaetano Aufiero, Gerardo Santamaria, Gerardo Forte, Fabio Tulimiero, Norma Marranzini, Claudio Mauriello, Perrone Giuseppe, Dello Iacono Domenico e Costantino Sabatino, Stefania Macchia, Rolando Iorio, Michele D’Agnese, Claudio Frongillo, Giancarlo Saveriano.

  1. Perrino Yuri,
  2. Sperduto Sebastiano,
  3. Frasca Marco,
  4. Di Gaeta Maurizio,
  5. Saggese Cristian,
  6. Guarnieri Benito,
  7. Festa Giovanni,
  8. Pelosi Maurizio,
  9. Silvestre Carmine Alex,
  10. Alviggi Raffaele,
  11. Zarro Antonio,
  12. Varallo Virginio,
  13. Moretti Massimo,
  14. Pescatore Luigi,
  15. De Maio Vincenzo,
  16. Magliano Valerio,
  17. Candelmo Alfonso.

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