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Baby prostitute, le intercettazioni: "Restate ferme qualsiasi cosa vi facciano"

Gravissima la posizione del proprietario del circolo che come scrive il Gip "induceva piano piano le più deboli ad accettare somme di denaro in cambio di prestazioni a sfondo sessuale"

"Oggi non ti devi legare a nessuno a 17 anni. Io personalmente lo sconsiglio, perché ti chiude tante porte per tanti motivi... D’accordo, uscire tra virgolette se una persona ti piace... Però non si deve avere un rapporto sentimentale, perché il rapporto sentimentale ti chiude le strade".

Inquietanti e immorali le frasi che emergono dalle intercettazioni diffuse da Il Mattino. Il titolare del circolo della Galleria Ciardiello,  ad Avellino, da ieri in carcere con l’accusa di prostituzione minorile, circuiva le ragazze e le classificava per età e avvenenza. Aveva così creato un alcova del sesso in quel circolo-bar proprio in centro città. Agghiaccianti le sue parole nei confrtonti delle giovanissime: "Dovete restare ferme e tenere compagnia ai clienti e restare ferme dinanzi agli stessi qualsiasi cosa vi facciano" E ancora: "Dovete fare le simpatiche". Richieste con le quali le baby squillo si lasciavano circuire in cambio di lauti compensi.

Anche le telefonate sono state importanti per incastrare l'anziano: "Sei impegnata domani mattina - chiede ad una ragazzina?". Lei più tardi lo richiama confermando di poter andare da lui intorno alle 9. Poi la chiamata al cliente effettuata sempre dal titolare del circolo: "Puoi venre alle 9 - gli dice".

Al momento le persone nei guai sono tre, oltre al 69enne, un 51enne di Avellino ed uno di ben 87, di Lapio, questi ultimi due sono ai domiciliari. Gli indagati sono accusati di avere avuto rapporti, in cambio di piccole somme di denaro, con diverse minorenni, alcune delle quali coinvolte quando avevano appena 13 anni; la posizione più grave è quella del prorpietario del locale di via Vasto, dal momento che non solo aveva rapporti con le giovanissime, ma le metteva in contatto con altri clienti trattenendo per sè una parte del denaro che questi versavano. «De Vito — scrive nell’ordinanza il gip Isabella Iaselli — punta l’attenzione sulle ragazzine che marinano la scuola e si trattengono a giocare presso il suo circolo, ne studia gli atteggiamenti e ne ascolta le storie familiari. Negli spazi di fragilità, dovuti a difficili rapporti familiari per ragioni affettive o economiche, trova modo per inserirsi ed abilmente, con lusinghe, promesse, complimenti e toccatine fugaci, induce piano piano le più deboli ad accettare somme di denaro in cambio di prestazioni a sfondo sessuale».

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