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Profughi all'ex convento, Don Emilio: "E' un quartiere allo stremo, una scelta pessima"

Entro fine mese 30 profughi nella struttura a pochi passi da Parco Santo Spirito

L'idea di utilizzare l'ex convento San Generoso di via Francesco Tedesco come centro di accoglienza per gli immigrati fa discutere.

Non solo i residenti del quartiere, ma anche don Emilio Capone - parroco di Rione Parco e del Centro Storico di Avellino - non vede di buon occhio l'idea prospettata dal Comune.

Dalle colonne de Il Mattino il prete lancia l'allarme: "Il quartiere non è pronto. Qui vivono famiglie con grandi difficoltà che hanno a che fare con la mancanza di lavoro e quindi il sostentamento economico, ma anche con la microcriminalità. Il disagio sociale è impressionante, a quetso non si può aggiungere il peso enorme dell'accoglienza".

Secondo don Emilio è difficile realizzare un progetto di integrazione laddove si combatte quotidianamente con le difficoltà della crisi economica. Il religioso non chiude le porte ai profughi, la sua chiesa sarà sempre pronta a dare sostegno morale a tutti, chi sta sbagliando è il Comune di Avellino che non ha definito un piano serio per gestire l'emergenza profughi individuando soluzioni avventate e frettolose sinonimo di una pessima conoscenza dei problemi del territorio. Un'ala dell'ex convento dovrebbe ospitare entrop fine mese 30 profughi tutti maschi, in quanto l'Asl ha decretato che non è idoneno per donne e bambini. Il centro sarà gestito direttamente dagli uffici del settore Servizi Sociali di Palazzo di Città.

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