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Omicidio di Seriate, la famiglia difende Tizzani: “Non è lui l’assassino”

Il figlio e la nuora volevano un altro figlio ma, dopo l'omicidio di Gianna, tutto è cambiato

Interessanti le dichiarazioni rilasciate ai microfoni Rai da Paolo Tizzani, figlio primogenito di Antonio:

«La notte che mia madre è stata uccisa, sono entrato in casa dei miei genitori ho trovato mia madre a terra, in una pozza di sangue. Era in cucina, a pancia in giù. Il sangue arrivava quasi all’ingresso. Io l’ho evitato. Poi ho incrociato lo sguardo di mio padre e di scatto gli ho detto: “Ma che cosa hai fatto?”. Poi ho visto che la sua camicia era pulita e non era sporca di sangue, mi sono tranquillizzato: ho avuto la certezza che non era stato lui».

Una tesi, quella dell'incappucciato, che non ha mai avuto riscontro

Paolo, poi, riserva un pensiero ai figli:

«Quello che è accaduto ha cambiato la mia vita e quella di mia moglie Elena. Sono preoccupato per i nostri figli. Il più grande, Lorenzo, nonostante vada ancora all’asilo, ha già capito come è morta la nonna. L’altra, fortunatamente, no».

Paolo ammette di aver sospettato del padre:

«Il dubbio l’ho avuto ma è durato poco. A volte litigavano ma sono cose che succedono in tutte le famiglie. Quello che conta è che si volevano bene».

Chi è, allora, l’assassino di Gianna?

«Penso sia stato un tossico. Lavoro alla stazione e lì ho capito che per dieci euro sono capaci di farti anche del male».

La nuora ha mentito, ecco il perchè

A fianco di Paolo c’è la moglie Elena, la donna si lascia andare a una confidenza: «Volevamo avere un altro figlio ma da quella notte tutto è cambiato. Io credo nell’innocenza di Antonio e mi auguro che presto i carabinieri prendano il vero assassino: voglio sapere il suo nome e perché lo ha fatto».

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