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Cronaca Avella

Avella, demolizione Villa Abate: emessa la condanna per Domenico Biancardi e per il Consiglio

Le accuse erano di abuso d’ufficio relativamente all’abbattimento dell'immobile

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino in composizione collegiale presieduta dal dott. Roberto Melone, si è svolta l’ultima udienza nel processo che vede imputati l’intero consiglio comunale di Avella risalente al primo mandato dell’amministrazione Domenico Biancardi, ad eccezione dei consiglieri dell’epoca Vincenza Luciano e Giuseppe Canonico (assenti in quel consiglio), per l’accusa di abuso d’ufficio circa l’abbattimento di Villa Abate.

Gli avvocati di fiducia degli imputati, Iacobelli, Falconieri, Pecchia e Barrasso, che difendono Domenico Biancardi e i consiglieri, hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. La Corte si è così pronunciata: per Domenico Biancardi, condanna alla pena di anni uno di reclusione con pena sospesa. Per i membri del consiglio comunale condanna alla pena di mesi otto di reclusione con pena sospesa. Gli avvocati hanno già comunicato che presenteranno domanda d'appello.

La vicenda della demolizione di Villa Abate

L’ex presidente della Provincia di Avellino, difeso dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Gianfranco Iacobelli, aveva chiesto la sospensione del giudizio per legittimo sospetto chiedendo il trasferimento davanti ad un’altra autorità giudiziaria. La richiesta di applicazione della legge Cirami e dunque la rimessione del processo ad un altro ufficio giudiziario, ad avviso dei legali dell’ex presidente della provincia, sarebbe stata dettata “da una situazione ambientale di poca tranquillità, anche alla luce della richiesta formulata dal pubblico ministero in udienza di tre anni di reclusione per un semplice abuso” ma, in aula, veniva dichiarato inammissibile il ricorso in quanto non era stato notificato alle altre parti.

Il pubblico ministero, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto tre anni per Domenico Biancardi ex presidente della Provincia e un anno e sei mesi di reclusione per gli altri 10 imputati. I dieci a processo sono accusati di abuso in atti d’ufficio, per evitare che fosse demolita Villa Abate, l’abitazione di un privato cittadino situata in località Sant’Angelo. Demolizione che fu completata a distanza di pochi giorni, il 9 giugno 2014. Abbattimento, che però, stando all’ipotesi accusatoria doveva essere eseguito subito senza alcun differimento.

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