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Ateneo salernitano ricorda Antonella Russo uccisa da ex della madre

"Intitoleremo ad Antonella - annuncia Rosa D'Amelio, presidente del Consiglio Regionale della Campania - una delle casa rifugio che sorgeranno sul territorio regionale"

"Mia figlia voleva dedicare questa laurea a me e a suo padre. Purtroppo non e' riuscita a coronare il suo sogno". Lo ha detto la madre di Antonella Russo nel corso della cerimonia del conferimento della Laurea in Memoriam in Lingue e Letterature straniere alla figlia.

La studentessa di Solofra e' stata uccisa il 20 febbraio 2007 dall'ex convivente violento della madre. "Voglio ricordare mia figlia come una ragazza allegra e felice. Questa laurea e' di Antonella ma anche di tutte quelle ragazze che per un tragico destino vedono spezzata la loro vita. Continuero' la mia battaglia per le donne in memoria di mia figlia".

"Antonella - spiega il rettore Aurelio Tommasetti - si sarebbe dovuta laureare il 20 marzo 2007. Esattamente un mese prima pero' e' stata uccisa. Oggi la nostra Universita' riempie cosi' un vuoto. L'incontro odierno rappresenta anche un'occasione per dibattere della violenza sulle donne. Il nostro ateneo vuole fare sempre di piu' per analizzare un problema che ha numeri troppo preoccupanti per essere sottovalutati". Secondo la senatrice Angelica Saggese "noi continueremo la battaglia per tutte le donne in nome di questa giovane donna, coraggiosa e solare che non si faceva intimidire da nulla".

"Intitoleremo ad Antonella - annuncia Rosa D'Amelio, presidente del Consiglio Regionale della Campania - una delle casa rifugio che sorgeranno sul territorio regionale. Abbiamo bisogno di una cultura della parita' e del rispetto che diventi coscienza collettiva delle giovani generazioni di uomini e donne".

La parlamentare di Forza Italia Mara Carfagna ha annunciato: "Il quadro normativo italiano e' sicuramente avanzato, ma evidentemente c'e' ancora qualcosa che non va perche' troppe donne ancora continuano ad essere uccide. Non voglio fare polemiche in una giornata come questa - rimarca la Carfagna - ma dico che in Italia oggi manca un ministro per le Pari Opportunita', un Capo Dipartimento per le Pari Opportunita', un Direttore generale, quello dell'Unar, che ha il potere di gestire diverse decine di milioni di euro per finanziare progetti volti anche all'educazione nelle scuole come, ad esempio, la settimana contro la violenza che fu istituita nel 2009 e che quest'anno non si e' svolta. Le istituzioni devono dimostrare che la lotta contro la violenza sulle donne e' una priorita' e come tale deve essere affrontata. E' importante anche il ruolo della magistratura. Non mi stanchero' mai di chiedere - aggiunge - che la magistratura applichi con il massimo del rigore le norme che il legislatore ha approvato in questi anni. Non bisogna sottovalutare nessun aspetto e nessun dettaglio".

Presenti anche Domenica Marianna Lomazzo (consigliera di Parita' della Provincia di Avellino), Maria Teresa Belmonte (magistrata, Presidente CPO della Corte di Appello di Salerno) e il sindaco del comune di Solofra, Michele Vignola che ha detto"nelle prossime settimane, a Solofra, apriremo uno sportello antiviolenza".

Le conclusioni sono state affidate alla Vice presidente del Senato, Valeria Fedeli: "E' stato anche fondamentale aver inserito nella 'Buona Scuola' il comma 16 che dice di educare le persone al rispetto reciproco per avere gli strumenti per riconoscere la violenza e non praticarla. Anche il linguaggio dei media pero' deve cambiare. Il linguaggio con cui si informa deve essere importante. Non si puo' ancora leggere articoli dove si dice che la violenza quando viene esercitata da un uomo su una donna e' un raptus o un momento di debolezza. Se la si descrive in questo modo - sottolinea - si continua a giustificare chi fa violenza, senza comprendere che invece bisogna descriverla diversamente. Solo cosi' si aiuta a contrastarla, anche da parte dei media". Secondo la vice presidente del Senato "quella di oggi e' una giornata particolarmente importante perche' si svolge all'interno di una universita'. Parlare ad una platea di giovani di una ragazza uccisa alla loro stessa eta' e' fondamentale perche' noi dobbiamo puntare a prevenire le condizioni per le quali le donne subiscono violenza all'interno della famiglia""Il ruolo delle istituzioni e' ovviamente fondamentale. Quando si vedono istituzioni che hanno al loro interno donne e uomini dove non vi sono differenze - conclude - penso che aiuti molto di piu' anche per le donne a crescere con un maggiore rispetto di se'. Noi dobbiamo insegnare ad educare. I ragazzi non devono crescere con gli stereotipi e con ruoli gia' assegnati".
 

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