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Il benvenuto de "La Voce di Valle" agli alunni della Cocchia/FOTO

Primo giorno di scuola per gli studenti della Cocchia, ad accoglierli il calore del quartiere

Un benvenuto speciale quello che hanno avuto gli alunni della Enrico Cocchia trasferiti nella ex scuola elementare di Valle. Questa mattina gli studenti, dopo un lungo periodo di fermo a causa del sequestro della struttura di via Tuoro Cappuccini, sono tornati in aula per riprendere regolarmente le lezioni. Ad attenderli gli abitanti del quartiere coordinati dall' associazione la Voce di Valle, la quale ha pensato di rendere meno traumatico questo primo giorno di scuola ripulendo la piazza antistante l'edificio.

Un' iniziativa nobile e lodevole che evidenzia la mission dell'associazione nata da qualche mese per rilanciare la zona di Valle, abbandonata da anni all'incuria di amministrazioni poco attente alle vere necessità della popolazione. Grazie all'intraprendenza di cittadini come Raffaele Taglialatela, Paolo Ferraro e dei tanti che si impegnano quotidianamente a lavorare per il bene comune della città, il movimento sta cercando di ristabilire il senso di comunità in questa area nevralgica per la città capoluogo.

"L'iniziativa di questa mattina è solo una tra le tante che abbiamo in programma per evidenziare il valore del nostro quartiere che da troppo tempo è stato abbandonato e lasciato fuori dalle agende di programma della politica avellinese - spiega Paolo Ferraro, membro del direttivo - Nei prossimi mesi daremo vita ad una serie di eventi per cercare attraverso la "voce di tutti" di risolvere i problemi che attanagliano la nostra periferia ".

Insomma un segno di solidarietà a dei ragazzi che come i tanti che risiedono a Valle sono stati vittime indifese della malamministrazione: "Al di là delle polemiche abbiamo voluto accogliere studenti e docenti della Cocchia. Siamo lieti di rivedere aperta la nostra scuola e respirare finalmente aria nuova in una periferia abbandonata. La scuola di Valle - conclude Ferraro - ha tutti i requisiti antisismici e risponde alle norme antincendio richieste dalla legge. Credo sia uno dei pochi plessi ad Avellino, ma nonostante questo era stato chiuso per mancanza di iscritti. Segno del grande disagio che viviamo a causa della totale mancanze di politiche sociali che mirano a valorizzare quartieri importanti come il nostro".

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