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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, indagine partita dall'aggressione a Roberto Santulli

È lui che informava il clan Sangermano dei cantieri aperti a Monteforte e dei nomi degli imprenditori

Nella mattinata di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino sono stati impegnati in un’operazione che ha coinvolto il capoluogo irpino ed alcuni comuni dell’hinterland, per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 4 persone (Sebastiano Sperduto, Yuri Perrino, Marco Frasca e Maurizio Di Gaeta) nonché a 2 misure dell’obbligo di dimora (Benito Guarnieri e Giovanni Festa). Ordinanza di custodia in carcere per i tre soggetti già detenuti per tentato omicidio Romagnuolo e una ai domiciliari per Di Gaeta, già coinvolto nello stesso reato (successivamente scarcerato dal riesame).

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati -allo stato delle indagini-, dei reati di “associazione per delinquere” finalizzata alla commissione di “estorsioni”, “lesioni personali aggravate”, “violenza privata”, nonché di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, “furto aggravato” e altro.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino, che ha coordinato le attività condotte dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Baiano.

L’operazione odierna si allaccia a quella coordinata della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri di Castello di Cisterna e personale della Direzione Investigativa Antimafia, che hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, a carico di 25 soggetti.

Le indagini relative ai casi di estorsione che ha visto, tra le vittime, imprenditori e attività commerciali, imponendo il pizzo usando anche maniere forti, sono nate a seguito dell’aggressione a Roberto Santulli, ritenuto vicino clan Sangermano.

Questo episodio di violenza è accaduto il 31 luglio del 2020 a Monteforte Irpino.  La vittima fu colpita violentemente mentre rientrava in casa e riportò un trauma cranico e una frattura alla mascella.

Il clan Sangermano conosceva i cantieri aperti, i nomi delle ditte e degli imprenditori

All’interno delle oltre 1600 pagine di ordinanza firmata dal Gip Fabrizio Finamore, viene descritto con precisione il ruolo di Roberto Santulli. Stando a quanto si apprende, quest’ultimo è delegato principalmente alle azioni estorsive promosse dai vertici. Oltre che coinvolto in azioni in danno di commercianti per ottenere la commercializzazione delle mozzarelle costituisce il punto di riferimento del clan sul territorio di Monforte Irpino (AV); si rimanda a tale ultimo riguardo, ad alcune esplicative conversazioni che egli intrattiene con Sangermano Nicola nel corso delle quali fornisce, su ordine di quest’ultimo, un resoconto dettagliato di numerosi cantieri edili aperti su quel territorio, sui nominativi delle ditte e dei soggetti che procedono alle opere, sullo stato di avanzamento delle stesse nonché rende conto delle somme incassate dalle vittime, assicurando di averle puntualmente recapitate al capoclan.

Dalle intercettazioni telefoniche si palesa l’interessamento e l’attenzione di Sangermano Nicola nel monitorare i cantieri aperti o in fase di apertura da parte dei vari imprenditori presenti sul territorio. In particolare, nel corso della telefonata, Sangermano chiede al suo interlocutore “Roberto”, notizie in merito all’andamento dei lavori che sta eseguendo e che dovrà eseguire, così come chiede notizie sui lavori in corso d’opera di altri soggetti non meglio identificati dei quali Roberto fornisce dettagliate informazioni.

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