Asl Avellino illeicità allarmante, Ficarra: "Di che controlli parla la dirigenza?"

C'è chi sarebbe andato in ritardo, chi se ne sarebbe andato prima, chi non sarebbe andato perchè in ferie ma risultato presente perchè di fatto timbravano il cartellino materialmente altri

Pensavano di farla franca, nonostante sapessero dei controlli in atto all'Asl di Avellino per scovare gli assenteisti. Sono 21 persone, gran parte medici, coloro i quali stamani sono stati raggiunti di una misura restrittiva di sospensione dal lavoro. Una indagine condotta in modo puntiglioso e scientifica da parte della squadra mobile della questura di Avellino diretta da Marcello Castello. L’accusa è di truffa ai danni di ente pubblico e falsa attestazione di presenza in servizio sul luogo di lavoro, attraverso l’utilizzo dei badge personali "che venivano strisciati dai dipendenti compiacenti e in accordo tra loro". Una macchina ben oleata all'interno della sede di via degli Imbimbo.

Non è ancora stato quantificato il danno erariale anche se è, senza dubbio, molto elevato, assicurano gli inquirenti che parlano di "illeicità allarmante". Sono state controllate tutte le 254 persone che lavorano nella struttura avellinese. I numeri degli indagati sarebbero stati anche più alti se fossero stati utilizzati margini più stringenti.

Verrà fatta luce anche su eventuali responsabilità penali di funzionari e dirigenti che non si sarebbero accorti dei presunti dipendenti assenteisti. Il questore Ficarra in merito alle dichiarazioni di Ferrante va giù duro: "controlli non avvenuti in modo chiaro visto la situazione che hanno riscontrato gli inquirenti".

C’è chi sarebbe andato in ritardo, chi se ne sarebbe andato prima, chi non sarebbe andato perchè in ferie ma risultato presente perchè di fatto timbravano il cartellino materialmente altri. Nessuno di loro svolgeva un doppio lavoro. Stavano al gioco dei furbetti anche dipendenti ligi al dovere che si prestavano a timbrare il cartellino per loro. (VIDEO)

Durante la conferenza stampa Rosario Cantelmo ha ribadito che "i reati nella pubblica amministrazione saranno continuamente vagliati. Nessuno pensasse di farla franca. Basta qualsiasi denuncia da parte di un cittadino per far accendere i riflettori su episodi incresciosi. Non molleremo la presa".

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L’attività investigativa, cominciata a febbraio 2015 – supportata da intercettazioni ambientali e videoriprese – nasce dalle lamentele dei cittadini stanchi di non trovare mai taluni dipendenti oppure di incontrarli per strada. Un’indagine di un anno che gli stessi dipendenti conoscevano: nel video mostrato dalla polizia si vede un dipendente fare il dito medio al marca cartellino sotto l'occhio vigile della telecamera. "Un preventivo accordo illecito tra i dipendenti interessati" precisa il procuratore aggiunto D'Onofrio. 

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