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Blitz all'Asl, indagine si allarga: verifiche su 20 impiegati compiacenti

Si respira tutt'altra aria all'interno dell'Asl di via Degli Imbimbo ad Avellino: tutti in orario e si fa la fila al marcatempo della "vergogna". Il recordman delle assenze ingiustificate è un dirigente medico. Su 164 ore e 54 minuti vidimati alla macchinetta si è sottratto per circa 56 ore e 18 minuti

Si respira tutt’altra aria all’interno dell’Asl di via Degli Imbimbo ad Avellino. Il giorno dopo il cataclisma tutti allineati e coperti. Gli oltre duecentotrenta dipendenti che occupano la struttura avellinese sono tutti presenti. Soprattutto in perfetto orario tanto che al marcatempo si crea addirittura la fila. La telecamera non c’è più. Ora non c’è motivo di riprendere quel cattivo andazzo che era consuetudine per gli inquirenti. Meno per la struttura sanitaria visto che i controlli effettuati internamente non avevano mai fatto rilevare azioni così deprecabili. Ma cosa hanno fatto i furbetti del cartellino? Le notizie in giro sono le più disparate. Ma chi ha avuto modo di leggere il dispositivo, circa 40 pagine ha potuto con esattezza rendersi conto della portata dell’inchiesta.

Per rendere maggiormente chiaro il quadro, i 21 sospesi dal lavoro sono coloro che facevano i furbetti. Gli contestano all’incirca di due giorni di lavoro non espletato in un mese. Il recordman delle assenze ingiustificate è un dirigente medico. Su 164 ore e 54 minuti vidimati alla macchinetta si è sottratto per circa 56 ore e 18 minuti.

Ma ora gli uomini della squadra mobile diretta da Marcello Castello che con appostamenti e filmati hanno scoperto la banda dei fannulloni stanno focalizzando le proprie indagini su coloro che si prestavano al gioco. Dovrebbero essere oltre venti i dipendenti dell’Asl compiacenti ai furbetti del cartellino.

L’andazzo era da capogiro. C’è chi ha addirittura timbrato sei badge di colleghi che arrivano sempre in ritardo e vanno via prima ma nella compiacenza di timbrare per i colleghi si dimentica di farlo per lui, integerrimo dipendente che si presenta e va via sempre in orario.

E che dire di quella impiegata che timbra il cartellino lasciatole in custodia dalla collega un giorno in cui quest’ultima era in permesso del lutto.

L’immagine del dipendente che fotografa lo schermo della macchinetta dopo la strisciata, per gli inquirenti significherebbe la comunicazione ad altri che l’operazione è andata a buon fine.

Una brutta pagina che ha fatto vergognare chiunque. Il Gip Sicuranza nell’ordinanza ricostruisce con molta severità la vicenda: “in ragione della strutturata organizzazione delinquenziale ai limiti della configurabilità dell’associazione a delinquere”.

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