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Asilo degli orrori, in Tribunale si aggrava la posizione della maestra di Caposele

In settimana il Tribunale del Riesame dovrà decidere sull'accusa di sequestro di persona contro Ceres e Piroddi

L'asilo degli orrori Baby Word torna a far parlare di sé. Ieri mattina è scoppiata la battaglia legale in tribunale.

Da una parte la Procura, che chiede un inasprimento delle misure cautelari e l'aggiunta del reato di sequestro di persona a quello di maltrattamenti aggravati. Dall'altra i difensori degli indagati Enrico Luigi Piroddi e la compagna Milena Ceres, titolare e coordinatrice del nido alla Bicocca, che contestano entrambe le richieste.

Entro il fine settimana, il tribunale del Riesame dovrà decidere ed entrare nel merito della questione. In seguito degli arresti in flagrante dello scorso 27 luglio il pm Gianfranco Gallo aveva impugnato la decisione del gip Stefania Pepe mandando ai domiciliari la maestra di Caposele e liberando il titolare dell'asilo Piroddi, con il divieto di svolgere l'attività di educatore per un anno.

In particolare, i giudici dovranno stabilire se la coppia debba rispondere anche di sequestro di persona. Per i magistrati - all'epoca il pm Gianfranco Gallo, sostituito poi da Antonio Cristillo - i piccoli sono stati legati con "delle cinghie e costretti a stare al buio, chiusi in una stanza, come forma di punizione" e uno dei bimbi, nel tentativo di liberarsi, "si è anche procurato delle ferite".

Per il giudice delle indagini preliminari Stefania Pepe, invece, il sequestro di persona non c'è stato in quanto i legali Jacopo Pensa e Paola Boccardi sostengono che i bambini sono sempre rimasti all'interno dell'asilo. Perché si possa configurare il sequestro di persona invece gli educatori avrebbero dovuto portarli in un luogo diverso, "non basta metterli in una stanza diversa rispetto ai compagni - hanno dichiarato gli avvocati".

“Ceres e Piroddi sono degli educatori molto bravi e qualificati – ha sottolineato l’avvocato Pensa ieri in Tribunale- che hanno ricevuto attestati di stima e riconoscimenti anche da parte delle mamme dei loro allievi. Tutti gli episodi contestati risalgono solo agli ultimi due o tre mesi, quando qualcosa si era incrinato, soprattutto per quanto riguarda la Ceres”. I legali hanno anche depositato alcune memorie, per ricostruire la posizione dei loro assistiti. 

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