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Operazione Dda a Catanzaro: imprenditore residente in Irpinia in manette

Viene accusato di concorso esterno in associazione camorristica e concorso in peculato per la gestione e amministrazione di un centro di accoglienza

Tra i 169 arrestati nell'operazione della Dda di Catanzaro, compare anche un imprenditore residente a Teora ma domiciliato nel napoletano.

Viene accusato di concorso esterno in associazione camorristica e concorso in peculato per la gestione e amministrazione di un centro di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati, la «Casa di cura clinica Sant'Antonio», a Cirò Marina. L'uomo gestisce anche un centro di accoglienza migranti a Dugenta in provincia di Benevento e un altro centro ad Afragola. 


L'imprenditore 36enne aveva creato un cooperativa per la gestione del centro di Cirò Marina, che di fatto era amministrato da una sua ditta individuale dallo stesso nome. Un'attività che, secondo l'accusa, avrebbe garantito notevoli guadagni alle ditte di approvvigionamento e servizi per il centro gestite dalla cosca. Secondo la Dda di Catanzaro, il centro era gestito dall'imprenditore con quattro affiliati delle potenti famiglie Siena e Anania. Un'inchiesta sulla cosca di ndrangheta Farao-Marincola dell'area di Cirò Marina in provincia di Crotone, delegata dalla Procura ai carabinieri del Ros e del comando provinciale crotonese. Indagine su una cosca insidiosa e potente, con il capostipite settantunenne Giuseppe Farao da tempo in carcere condannato all'ergastolo. I suoi referenti, con affiliati e imprenditori collusi, ma anche politici locali, controllavano vaste zone di territorio con affari estesi al nord Italia e in Germania, tra l'Assia e la città di Stoccarda.

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