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Aria fetida nella Valle del Sabato, di fronte l'incuranza della politica i cittadini fanno da soli

Ieri l'incontro a San Barbato dove cittadini e residenti hanno preso iniziative per reagire all'emergenza ambientale

La Valle del Sabato è ormai conosciuta come la valle dei tumori. Ai disastri ambientali provocati dall'ex Isochimica a Borgo Ferrovia e all'Irm di Manocalzati, si aggiunge, non ultimo, il rogo dell'autodemolizioni Urciuoli.

Una situazione invivibile che obbliga i residenti a vivere tra la puzza e la paura. Purtroppo le istituzioni sembrano incuranti o se vogliamo dirla tutta utilizzano la vicenda per fini puramente elettorali. Così i cittadini della Valle del Sabato hanno pensato di fare da soli, organizzandosi nel gruppo facebook "Salviamo la nostra Valle del Sabato Salviamo la nostra vita".

Ieri pomeriggio un incontro per iniziare a porre rimedio ad una vicenda che mette a rischio la vita di tutti.

Queste le decisioni assunte e divulgate dal dott. Franco Mazza in seguito all'appuntamento che si è tenuto a San Barbato: vigilare e segnalare alle forze dell'ordine ogni abuso; fare rete e allargare la base della protesta; manifestazione a breve sotto la prefettura. In particolare al Prefetto i cittadini chiederanno di interrompere il trattamento dell'umido in siti inidonei a tale scopo come quello di Manocalzati, promuovere da parte dell'asl una indagine epidemiologica su tutta la valle del Sabato per portare finalmente allo scoperto i dati che che con dolore noi abitanti di queste contrade registriamo ogni giorno; costringere l' ARPAC a fare i rilievi ambientali adeguati a tutti gli impatti e alle emissioni su tutte le matrici.

E ancora: sottoscrizione tra i cittadini della valle per poter procedere a rilievi ambientali "in proprio" facendo ricorso a professionisti autorevoli e a laboratori accreditati. Ciò per inchiodare chi inquina alle sue responsabilità penali e risarcitorie;  raccordo col comitato tecnico scientifico per l'Ambiente e la Salute a Sud di ISDE Italia con lo svolgimento di un convegno al castello di San Barbato per ottobre, chiamando a raccolta medici, istituzioni e imprese; nuovo più dettagliato e documentato esposto alla Procura della Repubblica di Avellino;  costituzione di un comitato ristretto che possa all'occorrenza assumere decisioni rapide.

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