Ricordato Antonio Annarumma: 46 anni dopo l'uccisione per "servire lo Stato"

Il poliziotto originario di Monteforte, in forza al Terzo Reparto Celere, ucciso a 22 anni mentre prestava servizio durante una manifestazione indetta dall’Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) e dal Movimento Studentesco

Quarantasei anni fa morì per servire lo Stato Antonio Annarumma, poliziotto originario di Monteforte, in forza al Terzo Reparto Celere, ucciso a 22 anni mentre prestava servizio durante una manifestazione indetta dall’Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) e dal Movimento Studentesco. Una giornata infuocata: uno sciopero generale contro il caro-affitti, indetto dalle confederazioni sindacali CGIL-CISL-UIL. Si tenevano anche due cortei: uno dei marxisti-leninisti, e uno anarchico.

Il corteo marxista-leninista era tallonato dagli automezzi della celere. Il corteo passava davanti al Teatro Lirico, dove era in atto un comizio sindacale indetto dalla CGIL con oratore Luciano Lama.
I reparti di scorta alla manifestazione dei marxisti-leninisti passarono davanti al teatro prima che uscissero i sindacalisti e i lavoratori; gli agenti su automezzi tirarono candelotti lacrimogeni nell’ingresso e nel mezzanino del teatro, dirigendosi verso gli studenti mentre i lavoratori visibilmente scossi uscirono dalle uscite di sicurezza del teatro, due persone uscite dal teatro furono investite dai mezzi della polizia, che si ritirò di duecento metri e, mentre si prestavano le prime cure ai feriti, partì un’improvvisa carica con lancio di lacrimogeni e l’uso degli automezzi per disperdere i presenti.

Nel frattempo, a supporto di lavoratori e manifestanti, accorsero dalla vicina Università Statale giovani militanti del Movimento Studentesco. Iniziò in tal modo una serie di scontri che durò per circa tre ore. Il Palazzo dell’anagrafe comunale era in manutenzione (sabbiatura), l’impalcatura eseguita in tubi innocenti in pochi minuti, durante il parapiglia, venne in parte smontata, con l’intento di arginare le incursione degli automezzi della Celere, un pezzo di tale impalcatura cadde dall’alto sul tettuccio di tela del mezzo condotto dall’agente Annarumma.

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E come ogni anno a Monteforte presso il cimitero si ricorda la figura del poliziotto.  La Questura di Avellino, la Prefettura e il Comune di Monteforte hanno deposto una corona d’alloro alla lapide. Alla manifestazione del ricordo c’erano gli alunni dell’Istituto Comprensivo, il Questore Maurizio Ficarra, il sindaco di Monteforte Antonio De Stefano, l'assessore alla cultura Rosa De Sapio, il parroco Don Antonio Testa e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine sia in servizio che in pensione. 

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