Fare l'amministratore locale è diventato difficile: ancora più in Irpinia

E' la seconda provincia d'Italia dopo Napoli per gli episodi avvenuti

Fare l’amministratore pubblico in Irpinia è pericoloso. La nostra provincia per il rapporto “Amministratori sotto tiro” redatto dall’Associazione Avviso Pubblico , è seconda solo a Napoli tra le province d’Italia più pericolose. Fare il sindaco, l’assessore e il consigliere comunale, in media ogni 16 ore, è fatto oggetto di minacce, intimidazioni, aggressioni fisiche e verbali. Incendi, uso di ordigni, spari contro auto e case, lettere minatorie, diffamazioni sui social network sono i modi più frequentemente utilizzati per minacciare e intimidire.

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“Situazione da decifrare quella provincia di Avellino – si legge nel rapporto – dove si è registrata una clamorosa impennata di atti intimidatori nei confronti delle amministrazioni locali, triplicate dal 2016. Se alcuni atti reiterati, come a Montoro, vedono protagoniste persone le cui condizioni economiche hanno provocato rabbia e disperazione da scagliare contro l’amministratore locale, altri casi hanno una matrice meno chiara”.

Oggi i bersagli delle organizzazioni mafiose non sono deputati e senatori, ma sindaci, assessori e dipendenti della Pubblica amministrazione. Gli Enti locali sono diventati centri di plurimi interessi della spesa pubblica. Controllarne o influenzarne le decisioni diventa un obiettivo primario per i clan.

Non è solo la criminalità organizzata a minacciare gli amministratori locali. In un caso su quattro la minaccia o l’aggressione è perpetrata da cittadini, singoli o in gruppo. In una fase storica in cui la credibilità della politica è ridotta ai minimi termini, non solo per gli scandali che periodicamente si registrano, ma anche per l’incapacità di offrire risposte adeguate alle esigenze sociali, l’amministratore locale è diventato il capro espiatorio, l’obiettivo più facilmente raggiungibile verso cui sfogare ogni disagio.

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