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Tremenda aggressione in carcere, grave un detenuto

Un detenuto è stato selvaggiamente pestato da un gruppo di sei, sette reclusi

Violentissima aggressione nel carcere di Bellizzi. Un detenuto è stato selvaggiamente pestato da un gruppo di sei, sette reclusi. Colpito ripetutamente alla testa con uno sgabello, che si è fracassato. E' stato solo grazie all'intervento immediato degli agenti di polizia penitenziaria se si è evitato il peggio. La vittima, un pregiudicato napoletano, è stato soccorso e trasportato all'ospedale Moscati. E' stato operato e medicato, ora è sotto controllo medico. E' grave, ma non in pericolo di vita.

E' accaduto nella sezione di alta sicurezza, dove sono rinchiusi i detenuti accusati di appartenere alla malavita organizzata. L'aggressione potrebbe essere un regolamento di conti tra bande rivali.

Quello di Avellino è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi che si stanno verificando nelle prigioni della regione, e segnalano un clima sempre più difficile. Ai limiti del sostenibile.

«Nelle carceri della Campania - conferma Emilio Fattorello, Segretario nazionale per la Campania del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe - la tensione è costante e continua. E’ la volta della casa circondariale di Avellino che nella giornata di ieri è stato teatro di una feroce aggressione nei confronti di un detenuto che poteva avere risvolti drammatici. Una giornata di folle violenza, come tante, nelle sezioni detentiva messa in atto da detenuti che vagano nell'ozio totale per tutto il giorno fuori dalle celle, grazie ad un permissivo regime detentivo che non garantisce quei contenuti della pena previsti dall'ordinamento penitenziario. Anche questa volta la professionalità degli agenti ha evitato il peggio sono in corso indagini interne sui motivi che hanno scaturito la rissa per dare dovute comunicazioni alle autorità giudiziaria. Il Sappe vuole fare un elogio ai colleghi della Campania che, nonostante le numerose aggressioni e il grande stress, lavorano con grande dignità e spirito di corpo».

«La situazione nelle carceri della Campania, dove oggi sono detenute oltre 7mila e 500 persone rispetto ai circa 6mila posti letto è sempre tesa ed allarmante - denuncia il segretario generale del Sappe, Donato Capece -. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti nelle celle delle carceri campane negli ultimi dodici mesi sono inquietanti: 924 atti di autolesionismo, 99 tentati suicidi, 1.094 colluttazioni e 68 ferimenti. I suicidi in cella sono stati 5 e 20 i decessi per cause naturali. Sono state, infine, 14 le evasioni da penitenziari della Campania: una da istituto e 13 a seguito della concessione di permesso premio e lavoro all’esterno.  E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della polizia penitenziaria».

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