Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Avellino, arrestato e condannato per comportamento violento: colpo di scena in Appello

La Corte d’Appello di Napoli accoglie la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Chiara Preziosi, e dispone gli arresti domiciliari per l'imputato dopo cinque mesi di detenzione

Il 27 dicembre 2023, alle ore 20:30, gli agenti della Polizia di Stato si sono recati in via Francesco Tedesco ad Avellino, in prossimità del Tiro a Segno Nazionale, per rispondere a una segnalazione di una persona in stato di agitazione che molestava i passanti. La segnalazione era giunta dalla sala operativa.

Sul posto, gli agenti hanno incontrato la richiedente dell’intervento, che ha riferito di essere stata infastidita da un uomo, un 44enne marocchino. La donna ha raccontato che l'uomo camminava alle sue spalle, gridando e lanciando bidoni della spazzatura a terra. Quando ha cambiato marciapiede nel tentativo di allontanarsi, il 44enne l'ha seguita e le ha lanciato contro uno zaino. Spaventata, la donna ha trovato rifugio in una macelleria della zona, il cui titolare ha prontamente chiuso la porta e l’ha bloccata con il proprio corpo, impedendo all’uomo di entrare.

Indicato agli agenti, l'uomo si stava allontanando barcollando in direzione di Corso Umberto I. I militari lo hanno raggiunto e sottoposto a controllo non senza difficoltà, dato che il 44enne era in stato di forte alterazione, probabilmente dovuta all'assunzione di alcol. Per accertarsi che non avesse armi con sé, gli agenti hanno proceduto a una perquisizione personale e dello zaino, che ha avuto esito negativo.

Durante la perquisizione, l’uomo ha mantenuto un atteggiamento non collaborativo e aggressivo, arrivando a scagliarsi improvvisamente contro l’operante, tentando di estrarre la pistola dalla fondina dell’agente. Grazie ai sistemi di sicurezza della fondina e alla resistenza dell’operante, non è riuscito nel suo intento. L'intervento tempestivo ha permesso di neutralizzare l’uomo senza causargli lesioni fisiche.

Il 44enne è stato dichiarato in stato di arresto e condotto presso gli uffici per gli adempimenti di rito. Su sua richiesta, è stato chiamato personale medico del 118 per la verifica dei parametri vitali, che sono risultati nella norma. Sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici, è risultato avere precedenti di polizia specifici e una denuncia in stato di libertà del 16 ottobre 2023 per ingresso irregolare nel territorio nazionale.  

Durante l'udienza di convalida del 28 dicembre 2023, il 44enne rilasciò brevi dichiarazioni spontanee, affermando: "Quello che è successo è stato brutto, ma non l'ho fatto apposta, mi sono innervosito, anche perché ero molto stanco".

In relazione al delitto, la Cassazione ha chiarito che la condotta tipica di questo reato si concretizza nell'uso della violenza o della minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del suo ufficio o servizio. La giurisprudenza precisa che non è necessaria una minaccia diretta o personale; è sufficiente qualsiasi coazione, anche morale, purché idonea a coartare la libertà di azione del pubblico ufficiale.

La condotta del 44enne è risultata pienamente integrata nella fattispecie contestata. Le sue dichiarazioni spontanee, sebbene confermino implicitamente i fatti, non sono state ritenute sufficienti a escludere la responsabilità.

Considerata la gravità dei fatti e la personalità dell’imputato, il giudice decise di non concedere attenuanti generiche. La pena è stata stabilita in un anno e otto mesi di reclusione, ridotta per il rito abbreviato da una pena base di due anni e sei mesi. L’imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare, senza concessione della sospensione condizionale della pena né del beneficio della non menzione nel certificato del casellario giudiziale. Le esigenze cautelari attinenti al pericolo di reiterazione del reato sono state ritenute concrete e attuali, giustificando la misura custodiale inframuraria in essere.

Adesso, colpo di scena dinanzi alla Corte d’Appello di Napoli – I Sezione Penale. Accolta la richiesta del difensore di fiducia dell’uomo, l’avvocato Chiara Preziosi. Visto il parere della polizia giudiziaria, ritenuto che il 44enne ha già trascorso cinque mesi in carcere, considerando che le esigenze cautelari dell’imputato coincidono con il regime di detenzione domiciliare, è stata pienamente accolta l’istanza presentata dall’avvocato Preziosi, disponendo l’immediata scarcerazione dell’uomo e l’attenuazione della misura in atto con quella degli arresti domiciliari.

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