Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Agenti penitenziari arrestati, Giuseppe Iovine resta ai domiciliari

Il Tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura cautelare avanzata dall’avvocato Gaetano Aufiero

Resta ai domiciliari Giuseppe Iovine, l’agente penitenziario arrestato lo scorso 8 dicembre dai carabinieri di Avellino. Il Tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura cautelare degli arresti domiciliari avanzata dall’avvocato Gaetano Aufiero. Il 14 dicembre scorso, invece, dinanzi al gip Fabrizio Ciccone si è svolto l’interrogatorio di garanzia dell’indagato. Iovine, esattamente come avevano già fatto gli altri due indagati sottoposti alla misura cautelare, Moffa Ugo e Piscitelli Liberato, difesi – rispettivamente – da Claudio Mauriello e Gennaro Santorelli, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. L'avvocato Aufiero, infine, conferma che farà ricorso anche per Cassazione. 

L'arresto dei tre agenti penitenziari irpini

L’8 dicembre 2022, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre Agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria – Giuseppe Iovine, Moffa Ugo e Piscitelli Liberato - in servizio presso la Casa Circondariale di Avellino. Gli stessi sono ritenuti gravemente indiziati - allo stato delle indagini - dei reati di "lesioni personali aggravate", nonché "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici". 

L'attività trae origine dal violento pestaggio patito da un detenuto

Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino che ha coordinato le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino, congiuntamente con personale della Polizia Penitenziaria di Avellino. L'attività trae origine dal violento pestaggio patito da un detenuto all'interno della propria cella. Acquisita la notizia di reato, l'Autorità Giudiziaria ha delegato una serie di accertamenti che hanno permesso l'identificazione dei responsabili. 

Hanno falsificato le relazioni di servizio per depistare le indagini

Le indagini hanno accertato - compatibilmente con la fase del procedimento penale in corso - che i predetti agenti - difesi dagli avvocati Gaetano Aufiero, Claudio Mauriello e Gennaro Santorelli - hanno consentito l'aggressione del detenuto da parte di altri quattro reclusi (indagati nel medesimo procedimento), permettendo a questi ultimi di accedere alla sua cella. Dagli accertamenti è inoltre emersa l'attività compiuta dai tre poliziotti penitenziari diretta alla falsificazione delle relazioni di servizio prodotte dagli stessi in merito ai fatti in questione, allo scopo di depistare le indagini in corso. Ancora da chiarire il movente che ha scatenato la violenta aggressione, le cui dinamiche sono emerse nell'ambito di accertamenti di più ampio respiro che questo Ufficio ha avviato con riferimento alla struttura carceraria irpina. 

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