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Pusher condannati ma cade l'aggravante mafiosa

Un'organizzazione criminale che agiva ad Avellino e nell'hinterland

Nel pomeriggio di oggi, i giudici Sonia Matarazzo, Pier Paolo Calabrese e Gennaro Lezzi, hanno condannato alla pena di dieci anni di reclusione, rispettivamente, il 57enne di Trevico, Mario Solimene, e a nove anni il 48enne avellinese Ciro Niespolo. Entrambi erano gravati da precedenti per spaccio di droga. Gli indagati non sono più gravati dal metodo mafioso; quest'ultimo, strettamente collegato a una presunta agevolazione del clan Genovese.  Assolto, infine, il 39enne avellinese Marino Castelluccio. L'avvocato Danilo Iacobacci, legale di Castelluccio, è riuscito a dimostrare, nella sua arringa, che la droga comprata dall'imputato fosse per uso personale e non destinata allo spaccio. Il caso, però, non è ancora chiuso. La difesa dei due imputati condannati, infatti, è pronta a impugnare la sentenza in Appello.


Tutto accadde fra ottobre e dicembre 1999, quando Niespolo e Solimene furono accusati di aver nascosto oltre un chilo di cocaina nell'abitazione di una terza persona. La direzione distrettuale antimafia, successivamente, li ha accusati di intrattenere i rapporti con gli acquirenti delle sostanze stupefacenti. 

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