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40° anniversario della scomparsa di Antimo Graziano: "Esempio di coraggio e di dedizione al dovere"

Ecco le immagini della commemorazione del brigadiere degli agenti di custodia, Medaglia al valor civile alla memoria, vittima della criminalita' organizzata

Nella giornata di oggi, presso la casa circondariale "Antimo Graziano" di Avellino, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 40° anniversario dalla scomparsa del brigadiere degli agenti di custodia Antimo Graziano, Medaglia al valor civile alla memoria, vittima della criminalita' organizzata. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili, militari e riligiose, ed è stata presenziata dal capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Carlo Renoldi e dal provveditore regionale di Napoli Lucia Castellano.

La memoria di un uomo coraggioso 

La memoria del brigadiere Antimo Graziano, al quale è stata dedicata la intitolazione del carcere, è stata onorata con lo schieramento del picchetto d'onore del corpo di polizia penitenziaria, e l'ingresso dei gonfaloni della città di Bellona (luogo di nascita del brigadiere), della citta' di Napoli (luogo in cui il brigadiere è stato ucciso), della citta' di Avellino e del labaro dell'associazione nazionale polizia penitenziaria (Anppe), cui è seguita la deposizione e benedizione della corona di alloro.

“Sono veramente onorata di essere presente, oggi, alla cerimonia di commemorazione di Antimo Graziano, afferma Concetta Felaco, direttrice del penitenziario di Bellizzi Irpino. "Stiamo parlando di un uomo che ha dato la vita per servire lo Stato ed è stato barbaramente ucciso dalla criminalità organizzata. Deve essere un monito per tutti. Noi ringraziamo Antimo Graziano che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di tutti”. “La realtà penitenziaria di questo istituto è particolarmente complessa e problematica. Abbiamo un bacino di utenza che comprende anche numerosi detenuti che provengono da Poggioreale. Abbiamo anche episodi di autolesionismo e il nostro impegno, ovviamente, consiste nel ricondurre questi soggetti a una situazione di normalità e anche favorire condizioni di lavoro più dignitoso e sereno per il personale penitenziario. Ovviamente, continuare a lavorare in una situazione di emergenza, è un malessere per il personale e questa, per me, è una criticità gravissima”.

40° anniversario della scomparsa di Antimo Graziano

La direttrice Felaco, poi, ha reso noto l'incontro avvenuto con il dirigente dell'Asl di Avellino relativamente alle criticità sanitarie del carcere avellinese: “Abbiamo avuto un importante incontro con il direttore generale di Asl di Avellino, il dottor Ferrante, in cui abbiamo affrontato la problematica della mancanza di un servizio fondamentale: la necessità di integrare consulenze specialistiche come la cardiologia, l’infettivologia, l’oculistica ecc. Avere la possibilità di effettuare queste consulenze all’interno dell’istituto è sicuramente un modo per rendere più efficiente il servizio. Certamente, infine, abbiamo sottolineato anche la necessità di poter avere uno psichiatra. Occorre una figura che possa seguire costantemente i detenuti da questo punto di vista. Un percorso continuo e costante”.

“Mio padre è stato ucciso quando avevo 6 anni, il giorno del mio primo giorno di scuola e, sotto casa, mio padre è stato assassinato. Alla fine non abbiamo mai conosciuto né il nome del mandante, né il nome dell’esecutore. L’unica cosa che sappiamo è che, il movente, è da ricercare nel suo impegno nel carcere di Poggioreale; incorruttibile e profondo. Io ringrazio questa terra per averci accolto. Al momento, sicuramente, immaginare di avere giustizia per mio padre, è davvero un sogno”.

"Antimo Graziano aveva responsabilità sulla gestione dei detenuti di camorra, dichiara Emilio Fattorello, del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria nella Persona del Segretario Nazionale. "Lui si adoperava affinchè le disposizioni del dipartimento fossero applicate pienamente. La sua autorità e il suo senso del dovere non è stata accettata dai detenuti e questo determinò la sua uccisione. Stiamo parlando di un uomo caduto da martire che, fino all'ultimo, ha scelto di dare la vita per servire lo Stato". 

“Dobbiamo lavorare per il recupero di tutti i detenuti, anche quelli che si sono macchiati dei reati più gravi – afferma Carlo Renoldi capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria – siamo fortemente impegnati nella riqualificazione degli spazi di detenzione. Lavoriamo, finalmente, a un piano di assunzione nella Polizia Penitenziaria. Il nostro dovere, etico e giuridico – inoltre – consiste nel continuare le interlocuzioni con il Governo per fare in modo che le criticità sanitarie delle carcere vengano affrontate e superate”.   

L'omicidio di Antimo Graziano 

Nato a Bellona (CE) il 4 giugno 1937, il Brigadiere degli agenti di custodia Antimo Graziano, era il responsabile dell Ufficio matricola della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale; il 14 settembre 1982, alle ore 14, smontò dal servizio e a bordo della propria autovettura si diresse verso casa, alla periferia nord di Napoli. Qui veniva affiancato da tre individui, a bordo di una moto di grossa cilindrata, che gli esplosero numerosi colpi di pistola. Le indagini accertarono che si trattò di un omicidio di chiaro stampo camorristico.

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