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Vendita e Affitto

Affitti, dalla cedolare secca alle aliquote: cosa cambia

Le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio, che riguardano le locazioni brevi

Importanti cambiamenti per quanto riguarda gli affitti e le locazioni brevi. L'ultima legge di Bilancio ha introdotto delle novità che interessano la cedolare secca e gli intermediari, tra cui i gestori di portali telematici, che incassano o intervengono nel pagamento dei canoni relativi ai contratti di locazione. A fornire le informazioni utili in merito ai cambiamenti apportati è stata l'Agenzia delle Entrate con la circolare n 10/E del 10 maggio. 

Cosa cambia per gli affitti brevi?

Una delle principali variazioni riguarda la cedolare secca con aliquota al 26%. L’aliquota dell’imposta sostitutiva della cedolare secca sarà applicata al 26% a partire dal secondo immobile dato in locazione. Il proprietario che mette in locazione diverse unità ha comunque la possibilità di sceglierne una per ciascun periodo d’imposta per cui fruire dell’aliquota ridotta del 21%. La scelta andrà indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta d’interesse. La nuova aliquota del 26% si applica sui redditi di locazione maturati dal 1° gennaio 2024, a prescindere dalla data di stipula dei relativi contratti e dalla percezione dei canoni.

Cosa cambia per gli intermediari

Nuove regole anche per gli intermediari immobiliari e i gestori di portali telematici di locazioni. All’atto del pagamento al locatore, in qualità di sostituti d’imposta, dovranno operare sempre una ritenuta del 21% a titolo d’acconto, indipendentemente dal regime fiscale adottato dal beneficiario. Al locatore spetta il compito di determinare l’imposta (ordinaria o sostitutiva) dovuta, scomputare le ritenute d’acconto e corrispondere l’eventuale saldo entro il termine per il versamento delle imposte sui redditi.

I soggetti residenti in uno Stato membro dell’Unione europea che non hanno una stabile organizzazione in Italia possono adempiere direttamente agli obblighi o nominare un rappresentante fiscale in Italia. I soggetti extra-Ue con una stabile organizzazione in uno Stato membro dell’Unione assolvono agli adempimenti tramite la stabile organizzazione. In mancanza di questa, devono invece nominare un rappresentante fiscale.

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