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La vera zeppola per l'avellinese è fritta: ecco perché

La zeppola, quell'autentica, che è espressione degli usi e dei costumi di tutta l'Irpinia, non è la famosa zeppola di pasta choux, ma pasta cresciuta a base di uova, aromi e burro che vengono fritte e poi passate nello zucchero semolato

A Napoli per la Festa del Papà spopola ta tradizione dei maxi bignè farciti con crema e amarena. Un abitudine che ha inevitabilmente coinvolto tutta la Campania, anche se ogni provincia tiene a conservare gelosamente i propri usi e costumi in occasione di questa ricorrenza. 

Il 19 marzo, in Irpinia, l'odore del fritto invade le strade dei piccoli borghi dalle prime luci dell’alba. Ancora oggi le nonne tengono viva l'antica ricetta delle vere zeppole avellinesi, ovvero semplice pasta cresciuta a base di uova, aromi e burro che vengono fritte e poi passate nello zucchero semolato. Un dolce povero, con ingredienti economici e facilmente reperibili. In molti le chiamano graffe, per noi sono le zeppole dal profumo di casa, le uniche che un tempo si preparavano nelle nostre cucine il 19 marzo. Apprezzate per la loro estrema sofficità, sono per noi avellinesi un classico irrinunciabile. Che siano fatte in casa o in pasticceria, le zeppole sono per noi simbolo, un modo per tornare indietro nel tempo, quando i dolci si cucinavano in casa, quando i papà di oggi erano bambini e mangiare le zeppole era un rito meraviglioso, una golosa parentesi di cui ancora oggi conserviamo odori, sapori, ma soprattutto memorie e tanti ricordi.

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