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Tradizioni d'Irpinia, San Nicola e la benedizione del pane

In occasione della celebrazione di San Nicola la Chiesa distribuisce ai fedeli le pagnotte benedette

Il 6 dicembre la Chiesa festeggia San Nicola, uno dei santi più amati dai cattolici e dagli ortodossi che ispirò persino la figura di Babbo Natale e a cui sono legati moltissimi riti e tradizioni. Ad esempio in Irpinia è usanza distribuire ai fedeli il pane benedetto. 

Ma chi era questo personaggio, che si ricorda per tradizione il 6 dicembre (è presente nella religione cattolica, ma anche nella Chiesa ortodossa)?

Nicola nacque tra il 260 e il 280 d.C. a Patara (Turchia) da una ricca famiglia. I suoi genitori morirono di peste ed ereditò il patrimonio, che utilizzò per aiutare i bisognosi. Si narra che regalasse cibo e denaro ai poveri. Trasferitosi a Myra, venne ordinato sacerdote e, poi, eletto vescovo. Morì il 6 dicembre del 343 (ma non è sicuro), giorno che in seguito venne adottato per le celebrazioni.

Non solo, si narra che regalò una dote a tre fanciulle povere — ricorda la Bbc — perché potessero andare spose invece di prostituirsi e - in un’altra occasione - salvò tre fanciulli che non avevano da mangiare, donando loro delle mele. Il mattino dopo quei tre pomi si trasformarono in preziosi frutti d’oro. Non è un caso quindi se alcune rappresentazioni vedono proprio san Nicola tenere in mani i tre frutti.

Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). Un’usanza che ancora oggi si ritrova in Paesi come Olanda, Germania, Austria e — anche — Italia. San Nicola — durante la notte tra il 5 e il 6 dicembre — porta dolci tipici e piccoli doni ai bambini che, i in cambio, lasciano qualcosa da bere e mangiare (qualche esempio? A Lecco — dove il patrono è san Nicolò — i piccoli si svegliano con una mela rossa sul cuscino, a Trieste e in Val Gardena san Nicola porta i regali ai bambini buoni). Un’antica tradizione che richiama molto da vicino la figura di Babbo Natale. Ogni popolo lo ha fatto, non a caso, proprio: è diventato il Santa Claus dei Paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania. Diventando famoso, vestito con pantaloni bianchi e giaccone rosso, anche grazie a un disegnatore che — agli inizi degli anni Trenta del Novecento — ne fece l’icona pubblicitaria della Coca Cola.

In Irpinia invece l'usanza è regalare delle piccole pagnotte di pane: LI PANIELLI RE SAN NICOLA

I “panini benedetti” sono un segno particolare della devozione a san Nicola, legati ad un episodio della sua vita. San Nicola, gravemente malato, ottenne la grazia della guarigione per intervento della Vergine Maria, che, apparsa in visione, gli aveva assicurato: «Chiedi in carità, in nome di mio Figlio, un pane. Quando lo avrai ricevuto, tu lo mangerai dopo averlo intinto nell’acqua, e grazie alla mia intercessione riacquisterai la salute». Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute.

Da quel giorno san Nicola prese a distribuire il pane benedetto ai malati che visitava, esortandoli a confidare nella protezione della Vergine Maria per ottenere la guarigione dalla malattia e la liberazione dal peccato.

La benedizione:

La Chiesa ha approvato l’istituzione e l’uso dei Panini, prescrivendo un rito speciale per la loro benedizione, analogo a quello della benedizione delle palme, ma riservato all’Ordine Agostiniano.

 La tradizione si è progressivamente diffusa in tutti i luoghi in cui si venera San Nicola, a tal punto che, ancora oggi, nel giorno della festa il panino viene distribuito ai fedeli che lo riportano a casa come oggetto di devozione. Paternopoli, Summonte, Monteforte Irpino, San Nicola Baronia, Bisaccia ad esempio portano avanti questa tradizione.

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