Sapore d'Irpinia

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Taurasi Vendemmia, Pignataro: "Visitate le vigne e le cantine per capire l'anima di un vino"

I Taurasi della Media Valle del Calore protagonisti di una brillante comparazione stilistica guidata dal giornalista enogastronomico all'interno del Castello Marchionale

Taurasi Vendemmia una vetrina eccellente per promuovere l'anima vitivinicola dell'Irpinia. Per tre giorni il Castello Marchionale di Taurasi ha fatto da cornice ad eventi di promozione turistica e territoriale accendendo i riflettori su una realtà produttiva di grande interesse come la Media Valle del Calore. 
Un’ area fertile, particolarmente vocata all'agricoltura, ma soprattutto ricca di vini degni di essere degustati e raccontati. Storie di piccole e grandi cantine di successo che hanno fatto di un’uva di antichissima coltivazione, un vino che nasce sotto un'unica Docg, ma che si esprime secondo risultati eterogenei.
Quello del Taurasi è un'areale poliedrico per terreni, altitudini ed esposizioni, ma anche per stili assai diversi perché dietro un etichetta c’è sempre la filosofia, il pensiero, il sogno di chi l'ha creata. In questo scenario enologico la parte più vera ed autentica la giocano proprio i produttori che consegnano al consumatore sorsi delle loro visioni oniriche. Taurasi Vendemmia ha alzato il sipario sui veri protagonisti di questo sogno enoico trasformato in realtà grazie alla saggezza e alla passione di chi investe tempo e energia nel ritmo della natura.
Taurasi VS Taurasi, inedita ed interessante degustazione guidata da Luciano Pignataro ha messo a confronto le anime dei viticoltori. Una bella comparazione stilistica tra 6 Taurasi prodotti in diverse zone dell'areale tra cui Paternopoli, Castelfranci, Montemarano e Taurasi. Il laboratorio  ha visto in passerella le cantine di: Stefania Barbot – Taurasi 2013; Mier Vini - Don Ciriaco 2011, Guastaferro - Primum 2011 , Colli di Castelfranci -2010, Il Cancelliere - Nero Ne’ 2010; Antico Borgo – Taurasi 2009.
“Non fermiamoci a bere un vino, ma lasciamoci guidare dalla curiosità di visitare la vigna, la cantina, cerchiamo di conoscere il produttore e il territorio di produzione per capire da dove viene e da dove nasce”. Così il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro che ha lodato iniziative come quelle di Taurasi Vendemmia, utili ad accendere l'attenzione sul ricco e variegato comparto enologico di cui dispone l'Irpinia.
“Iniziative come queste non sono mai abbastanza – ha esordito – soprattutto in un periodo storico in cui la pubblicità è sempre troppo poca. Bisogna stare al passo coi tempi, la Coca Cola che è un colosso investe tantissimo nella comunicazione, lo stesso bisogna fare per il vino. Oggi il vino si fa bene ovunque, c'è grande competizione, tenere alta l'attenzione è fondamentale per la valorizzazione, la tutela e la promozione dell'enologia irpina”.
Il monito di Pignataro va poi alla stampa: “Il compito di un giornalista è raccontare, non tifare. Nella politica, come nel vino e nel food, le commistioni non fanno mai bene. Se la stampa italiana non gode di un'ottima reputazione all'estero è perché esistono scandali che seppur piccoli creano sfiducia nel consumatore e danneggiano i produttori”.
L'evoluzione del settore vitivinicolo negli ultimi anni riflette l'enorme curiosità che si è venuta a creare intorno al vino stesso, una curiosità tale che il comparto non ha mai subito cali neanche nei periodi di depressione economica. Per questo l'augurio del giornalista enogastronomico è di continuare a investire senza strane forzature sempre nel solco della tradizione e del cambiamento. “Il vino è come le macchine: se ho una Ferrari, ma poi sto fermo sul raccordo anulare questa Ferrari non mi serve a niente, meglio una Smart. Oggi abbiamo degustato Taurasi diversi per zona di produzione, abbiamo visto come nelle differenze mantengono dei toni comuni, ma soprattutto è evidente che non esistono vini buoni e meno buoni, ma vini che bevo per svariati motivi, vini da abbinamento, vini da compagnia, vini per ricordare, per dimenticare e vini che raccontano qualcosa. L'auspicio è di continuare su questa prospettiva, il vino è un caso di successo emblematico che ha insegnato come va e deve essere promosso un prodotto agricolo. In tutta Italia da nord a sud si è reagito alla crisi investendo in ricerca, in packaging, in cantina, nell'export ed è per questo che tutto il mondo del vino non ha mai smesso di sprigionare ottimismo” .
 

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