Domenica, 21 Luglio 2024
Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia

San Giovanni tempo di Nocillo: storia e ricetta

Antichi riti e misticismo legano il famoso digestivo alla tradizione gastronomica irpina

Noci, chicchi di caffè, chiodi di garofano, cortecce di cannella e zucchero. Chi di voi ha preparato il Nocillo?

Considerato una panacea contro tutti i mali, il Nocillo è un liquore rinomato per le sue proprietà digestive, dovute principalmente alle spezie ed agli oli essenziali contenuti nel mallo. Un tempo veniva considerato un infuso misterioso, il quale nasceva da un rituale quasi esoterico che si rinnovava, di anno in anno, la notte di San Giovanni. 

Una notte carica di mistero, in cui da secoli viene realizzato il digestivo dei nostri nonni. Una storia magica che ruota intorno ai riti compiuti dalle streghe e che lega l'Irpinia al Sannio attraverso un imponente albero di noci. 

La leggenda 

La leggenda narra che il noce era ubicato nei pressi dello Stretto di Barba, sulla strada che da Benevento porta ad Avellino, vicino ad Altavilla, precisamente dove si trova un boschetto fiancheggiato da una chiesa abbandonata, o in un’altra località di nome Piano delle Cappelle. Si dice che proprio qui le streghe si riunivano per celebrare i loro riti demoniaci: banchetti, danze, orge con spiriti e demoni in forma di gatti o caproni. E sempre attorno a questo albero preparavano pozioni magiche addirittura per unire in coppia coloro che le bevessero.

Chi aveva la sfortuna di finire sotto la maledizione delle streghe aveva come unica possibilità quella di utilizzare le erbe di San Giovanni, ovvero il santo morto decapitato per volere di Salomé, la figlia di Erode, la piú seducente e perfida strega di tutti i tempi. 

Ecco perché secondo la tradizione, la notte più corta dell'anno, quando la luce trionfa sulle tenebre, il sole sposa la luna e il bene può vincere il male, si procede alla preparazione del nocillo. 

Oltre la leggenda: perché il nocillo si prepara a San Giovanni 

È un rosolio antichissimo, di colore scuro e gradazione alcolica molto elevata, intorno ai 40°, dalle spiccate proprietà digestive e dal prelibato sapore amaro. 

Per gli erboristi, nel giorno di San Giovanni, le noci si trovano nel loro momento "balsamico" migliore, poiché il gheriglio, protetto dal mallo verde e dal guscio morbido, non presenta gocce d'acqua al suo interno ma è ricco di olii essenziali.

LA TRADIZIONE 

Secondo la tradizione, le noci per la preparazione del nocino, devono essere raccolte nella notte di San Giovanni dalle vergini o dalla donna più esperta nella preparazione del digestivo, la quale dovrà salire a piedi scalzi sull'albero e staccare a mano le noci migliori, senza intaccarne la buccia e, soprattutto, senza utilizzare arnesi di metallo che possono far ossidare le noci, compromettendo la riuscita del liquore. È questa la storia che accompagna la realizzazione di questo liquore che sembra essere nato prima in Francia per poi diffondersi in Italia e in Campania. Secondo la leggenda, poi, le noci dopo la raccolta, devono essere lasciate alla rugiada notturna per tutta la notte, prima di passare alla realizzazione del nocillo. La preparazione si concludeva la notte del 31 ottobre, alla vigilia di Ognissanti.

Ma vediamo come ancora oggi nelle case irpine e sannite preparano il Nocillo.

Occorrono 21 noci verdi tagliate in 4 spicchi, una stecca di cannella, 21 chiodi di garofano, 21 chicchi di caffè, la parte gialla della scorza di 3 limoni, 1 litro di alcool a 95 gradi, 300 grammi di zucchero, una grattugiata abbondante di noce moscata e 300 ml di acqua.

Come si prepara:

In un vaso di vetro mettere le noci assieme all’alcool e lasciate macerare sino al giorno seguente quando si aggiungono la cannella, i chiodi di garofano, la parte gialla della scorza dei limoni, la noce moscata. Si lascia macerare almeno fino ad agosto avendo cura di agitare il tutto almeno un paio di volte al giorno. Trascorso questo periodo si filtra e si aggiunge lo zucchero disciolto a bagnomaria a fuoco lento. Si lascia raffreddare e si imbottiglia. Il liquore si consuma lentamente, un bicchierino alla volta, durante tutto l’arco dell’anno e diviene un eccellente digestivo. Mai superare i 2 bicchierini al giorno come per tutti i preparati alcoolici. Bevuto in compagnia rinsalda amori e amicizie.

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