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Sapore d'Irpinia

Opinioni

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia

Dalla prima pastiera dell'anno al carbone: i dolci da mangiare per l'Epifania

Il termine Epifania viene dal greco antico epìphaneia che significa appunto “manifestazione, rivelazione, apparizione”. Gesù dodici giorni dopo la nascita ebbe in un certo senso la sua 'befana': i re Magi resero omaggio al figlio di Dio con incenso, oro e mirra

L’Epifania celebra il giorno in cui Dio rivelò agli uomini la nascita di suo Figlio, rivelazione che venne fatta ai Re Magi richiamati da lontano a Betlemme dopo aver visto sorgere la stella annunciata dall’Antico Testamento. Il termine Epifania viene dal greco antico epìphaneia che significa appunto “manifestazione, rivelazione, apparizione”. Gesù dodici giorni dopo la nascita ebbe in un certo senso la sua 'befana': i re Magi resero omaggio al figlio di Dio con incenso, oro e mirra. 

I doni portati dai Re Magi a Gesù nell’episodio narrato nel vangelo di Matteo non sono casuali:

  • l’oro è un dono degno di un re e serve a simboleggiare la regalità di Gesù
  • l’incenso è una resina aromatica che sprigiona profumo quando bruciata ed è usato nelle chiese anche oggi nelle funzioni religiose. Quando bruciato l’incenso emana un fumo profumato che dalla terra può diffondersi nell’aria fino ad arrivare a Dio e, proprio essendo destinato a venerare Dio, come dono sta a simboleggiare la divinità di Gesù.
  • la mirra è il dono più misterioso forse oggi, ma non ai tempi di Gesù, in quanto si tratta di una resina che si utilizzava sui morti per profumarli e per imbalsamare i cadaveri. Il dono simboleggia l’umanità di Gesù.

Ci fu scambio di doni come avviene ancora nel terzo millennio anche se in forma diversa. E’ così che tra religione, mito e tradizione popolare la rivelazione è diventata sorpresa e felicità per gli occhi sgranati dei bambini che la mattina del 6 gennaio trovano le tanto attese calze piene di caramelle, cioccolate, merendine, e biscotti appesi al lettino.

Un rito che si ripete in tutta Europa, anche se è sopratutto in Italia che esiste una forte tradizione, sia come giornata dedicata ai bambini che come festa popolare con i suoi suoi particolari dolci.

Scopriamo alcuni dei dolci tipici in Campania

La pastiera

In Campania è tradizione la preparazione della prima Pastiera dell'anno. Nel calendario in questa giornata si festeggia quella che viene definita la “Pasqua Epifania” che vuol dire appunto la preannunciazione di Pasqua.

Quindi la pastiera, dolce campano per eccellenza, è tipico del periodo pasquale, ma non solo. Infatti con i suoi ingredienti indica il rinnovarsi della vita. Croccante e friabile pastafrolla ripiena di grano, ricotta e scorzette d'arancia candita sarà servita sulle tavole a partire dal termine del pranzo dell’Epifania proprio per il significato della materia prima con la quale viene realizzata. Secondo quanto narrato in antichità, la ricotta bianca, indica purezza; il grano e le uova invece, sono simboli di vita nuova. La forma circolare ricorda l'infinito e la posizione delle strisce in superficie simboleggia la croce di Gesù.

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Gli struffoli

Sono gli ultimi giorno per mangiare questo tipico dolce considerato di buon auspicio e composto da numerosissime palline di pasta fritte nell'olio o nello strutto, avvolte nel miele caldo e servite insieme in un piatto formando una ciambella. 

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Torrone

Il torrone non può mai mancare durante le Feste natalizie e, soprattutto, non può mancare all’Epifania. Un tempo la befana portava ai bambini poveri prodotti più facilmente reperibili come frutta secca e miele, ovvero gli ingredienti che danno forma al torrone. 

Leggi la storia del torrone più antico d'Irpinia 

Carbone

Si usa dire che il carbone viene trovato nella calza dai bimbi cattivi, ma in realtà questo prodotto riporta al fuoco che si accendeva la sera del 6 gennaio, come elemento di buon auspicio e le cui ceneri un tempo venivano sparse sul terreno per ingraziarsi il raccolto. 

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