Sapore d'Irpinia

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Pane e Panettoni: il favoloso mondo di Angela, il volto nuovo del forno di Picarelli

Il Forno De Nardo una storia di famiglia che è diventata un brand sinonimo di qualità e artigialità


Sono 40 anni che l'odore fragrante del pane si diffonde lungo le strade di Picarelli. 4O anni che il Forno De Nardo di contrada Scrofeta è diventato un luogo simbolo per tutti gli avellinesi, custodendo la storia di un un universo complesso, fatto di lente lievitazioni, dedizione e regole ferree.
Un marchio che è uno stile riconosciuto per la creazione di prodotti esclusivi che contemplano l'utilizzo di farine selezionate, lievito madre, esperienza e tecniche all'avanguardia. Il Forno De Nardo ha sempre cavalcato il cambiamento delle abitudini di consumo, riuscendo ad evolversi con un progetto di rinnovamento continuo, ma senza perdere di vista la sua vocazione promordiale. Il pane integrale, le brioche, la pizza in teglia sono la voce di una tradizione che ha salvaguardato l'arte della panificazione, espressione tangibile di una famiglia che ha fatto della propria passione un brand che può creare dipendenza. Il pane durerà il tempo di dire: "Passamene un'altra fetta".
Da tre generazioni il punto vendita di Picarelli è sinonimo di continuità e qualità artigianale. Una filosofia che prosegue nelle mani e nell'anima del volto giovane del Panificio: Angela ha raccolto il testimone di suo nonno e dopo anni dietro le quinte, a sbirciare i segreti di lieviti e farine, ha rivoluzionato la proposta gastronomica dei De Nardo allargando la produzione a nuovi prodotti da forno.
L'attenzione per i gusti dei più giovani uniti alla cura del dettaglio hanno trasformato lo storico forno in un vero e proprio punto ristoro dove, negli ultimi anni, ha preso forma una ricca linea di dolci e panettoni che conservano le caratteristiche nobili degli impasti e delle lavorazioni apprese da Angela, prima dai nonni e poi in giro per l'Italia, tra corsi di formazione e grandi manifestazioni.

Angela a che età fai il tuo ingresso nel panificio?
Praticamente ci sono nata. Fin da quando ero bambina amavo guardare lavorare i miei nonni, sia a casa che qui in laboratorio. C'erano giorni che era impossibile mandarmi a scuola perché mi svegliamo alla buon ora con l'idea di aiutare a impastare. Il giorno di San Giuseppe, ad esempio, per me era una festa, non dormivo al pensiero di preparare montagne di zeppole con mia madre e mia nonna.

Quindi fin da bambina sognavi di proseguire la storia di famiglia?
Sì, il forno e la cucina per me sono sempre stati un chiodo fisso. All'età di 9 anni mia nonna mi regalò il bimby, un regalo insolito per una bambina, ma io non desideravo altro che cucinare. Ho anche provato a prendere una strada diversa: all'età di 18 anni mi sono iscritta all'università, ma mi sembrava di togliere del tempo alla mia passione. Stare sui libri significava rinunciare a formarmi in quello che più desideravo. Così a 21 anni ho datto una scelta definitiva. Ho lasciato gli studi e mi sono dedicata completamente al panificio.

In questi sette anni hai dato un'impronta nuova al Forno di famiglia. I prodotti simbolo sono sempre quelli: il pane misto, le brioches, ma tu hai voluto innovare con le farine e allargare alla pasticceria…

Sì, la sperimentazione mi è sempre appartenuta. Poi i corsi che ho frequentato mi hanno aperto la mente. Ho voluto rivoluzionare il concetto di pane introducendo l'utilizzo dei grani antichi e ho voluto allargare a nuovi prodotti da forno: dal dolce al salato, dalla mattina alla sera, adesso è sempre possibile trovare cornetti, pizze rustiche, calzoni, zeppole, brioche farcite. Infine la vera novità sono i panettoni. Una ricca linea frutto di anni di studio e di confronto continuo.

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Cosa ne pensa tuo nonno di queste novità?
È entusiasta, lui fin da bambina mi ha sempre detto che il forno era nostro: mio e di mia sorella. Ci ha sempre lasciate libere di creare, di contribuire con le nostre idee e oggi è il primo che mi sprona a dare voce ai miei sogni. I miei panettoni lo fanno impazzire, vietato introdurre in casa dolci che non siano prepatati da me. È il mio primo fans, il primo a testare i miei dolci.

Cos'hanno di particolare i tuoi panettoni?
Prima di tutto sono artigianali, non hanno conservanti e sono realizzati col nostro lievito madre che rinfresco io quotidianamente ogni 4 ore. Poi ho pensato ad una linea che spazia dal classico Milanese fino a gusti piú golosi che incrociano un mercato più contemporaneo: cocco e nutella, pistacchio, bueno. Insomma gusti adatti a tutti.

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La tua passione per la pasticceria conoscerà un evoluzione all'interno del panificio?
La pasticceria mi piace, ma è legata all'amore per i lievitati. Amo vedere la trasformazione delle farine in qualcosa che cresce, il tempo dell'attesa mi emoziona moltissimo. Dunque non mi va di stravolgere l'anima di questo luogo. Il desiderio è allargare il laboratorio per creare nuovi prodotti, ma sempre legati al forno. 

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Tra i prossimi progetti…Cosa bolle in pentola?
Ci stiamo preparando all'apertura di un nuovo punto vendita, penso nel mese di aprile saremo pronti e in seguito voglio dedicarmi ad una linea per celiaci.


Grazie 
Grazie a te.
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