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Miglior vino bianco d'Italia in assoluto, un altro successo firmato Mastroberardino

Miglior Vino d'Italia in assoluto, conferito dall'Annuario dei Migliori vini italiani 2018, al blanc de noirs di casa Mastroberardino: Neroametà

I migliori vini italiani a Roma in occasione del grande evento organizzato da Luca Maroni, punto di riferimento dell’enologia italiana per il suo senso critico e l'analisi sensoriale con cui giudica un vino.
Il rinomato degustatore ha aperto ieri, presso il Salone delle Fontane, l'edizione 2018 dei Migliori Vini Italiani. Un'iniziativa in cui i principali protagonisti sono i produttori chiamati a raccontare le loro etichette d’eccellenza accompagnati dalla voce autorevole di Luca Maroni che guida i visitatori in una sperimentazione polisensoriale coinvolgendoli nelle degustazioni polimateriche che uniscono le fragranze del vino, le essenze dei mastri profumieri e i profumi naturali del legno e del cibo in un mix travolgente.
La kermesse che conta circa 300 operatori del settore, 100 espositori e ben 400 etichette alla mescita - si stima saranno serviti ben oltre 4.000 bicchieri – si preannuncia indimenticabile. Da ieri sera è in scena a Oma un viaggio unico nei sapori del che vede protagonisti e migliori produttori vitivinicoli del Belpaese.

Ambasciatore del made in Irpinia il prof. Piero Mastroberardino che con il suo Nero a Metà ha bissato il successo dell'anno scorso ricevendo il premio Miglior Vino Bianco d'Italia in assoluto. Il millesimo 2016 del Nero a Metà Bianco Campania IGT, presentato al mercato lo scorso settembre, ha ottenuto 99 punti su 99 dall’Annuario dei Migliori Vini d’Italia 2018 di Luca Maroni.
Neroametà, figlio di un’idea di Antonio Mastroberardino, esprime la grande capacità eclettica delle uve Aglianico, monarca indiscusso dei vitigni a bacca rossa della Campania eppure in grado di prestarsi alla ricerca e alla sperimentazione della vinificazione in bianco raggiungendo livelli di assoluta eccellenza. Le uve sono selezionate all’interno della tenuta di Mirabella Eclano, dove le vigne trovano alloggio su terreni a maggiore matrice argillosa, suoli prediletti dai bianchi per la loro capacità di trattenere maggiormente l'acqua evitando gli stress idrici dei periodi estivi.
La vinificazione è tesa al recupero del solo mosto fiore, con una premitura soffice al punto da non consentire agli antociani delle bucce di entrare in contatto con il mosto. Si ottiene così un vino color paglierino tenue, dai riflessi grigio perlacei, dal profilo unico ed originale, di straordinario interesse.
Il millesimo 2016 esprime sensazioni di grande intensità, con un bouquet elegante e raffinato in cui si distinguono sentori netti di lampone, fragola, ribes rosso e rose. Al palato risulta sapido e persistente, con un intenso retrogusto di frutti rossi.

Già l'anno scorso Nero a Metà conquisto il giudizio insindacabile di Luca Maroni, la conferma di quest'anno è solo la riprova della capacità imprenditoriale di una grande azienda che è riuscita a fare tesoro del suo background storico-culturale affermando quotidianamente in maniera crescente il firte potenziale di espansione e crescita. 
 

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