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Foto di Aldo Marrone

Foto di Aldo Marrone

L'Irpinia e la moda dei matrimoni in vigna, una fiaba firmata Jenny Auriemma

Country Chic Events è la società di catering che per prima ha investito in una formula disegnata ad hoc per le affascinanti realtà paesaggistiche dell'Irpinia

Il matrimonio in vigna è una tendenza che arriva dagli Stati Uniti e si sta rapidamente diffondendo in Italia e in Francia. Una proposta raffinata e minimal di cui Jenny Auriemma è stata pioniera conquistando il cuore di coppie italiane e straniere che hanno scelto l'Irpinia per il loro wine wedding. 

Jenny, rinomata sommelier, alla guida della società di catering Country Chic Events, ha la capacità di ricreare atmosfere indimenticabili dallo stile naturale ed autentico che si abbinano perfettamente ai colori lussureggianti e al mood bucolico della nostra provincia. 

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Non una wedding planner, ma una vera professionista del mondo eno-gastronomico e dell'alta ristorazione, esperienza acquisita sul campo al fianco di suo marito, lo chef stellato Antonio Pisaniello e in giro per il mondo nell'organizzazione di eventi di profilo internazionale.

"L'organizzazione di un matrimonio deve essere impeccabile - racconta Auriemma - Gli sposi ambiscono ad un matrimonio da sogno e il mio compito è quello di realizzarlo. Tuttavia il mio è uno stile di tipo rurale, per chi non ricerca la classica cerimonia sfarzosa, ma punta ad un'atmosfera familiare, calda, ma non per questo meno elegante. Anzi, credo che un evento senza sovrastrutture sia più semplice, ma anche più raffinato e la campagna irpina incarna bene una tendenza che può essere un'opportunità per un territorio costellato di vigneti, casali e ulivi secolari". 

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Gli eventi Country Chic sono caratterizzati dal sapore del vino, l’odore delle botti, il profumo di quercia e l’atmosfera genuina. I vigneti diventano il set fotografico di uno sposalizio senza fronzoli che allo sfarzo predilige l' esaltazione delle bellezze naturali delle location prescelte. Un' inversione di marcia rispetto al passato che per Jenny va vista come una grande opportunità di sviluppo economico per l'Irpinia del wedding.

"Non abbiamo il mare, ma abbiamo una natura incontaminata lontana dal caos della Costiera Amalfitana e Sorrentina - chiosa -  Abbiamo grandi vini e un'ottima tradizione gastronomica. Ci sono tutti gli ingredienti per candidarsi ad un nuovo tipo di economia che può intercettare americani e non solo. Certo tutto questo va valorizzato, i produttori si devono aprire a forme di accoglienza più organizzata, fare dei piccoli investimenti e rendere cantine, casali e fattorie più confortevoli. Ad esempio la possibilità di avere un giardino ampio e curato, con gazebo e una piscina,  ha sicuramente un'appeal determinante sulla scelta della location che non va sottovalutato".  

Lunghe tavolate tra i filari, aperitivi in bottaia, campi di lavanda e giardini fioriti sono solo alcuni degli spazi pensati per le cerimonie country chic. Jenny spesso propone per i suoi clienti anche vecchi casali, torri e castelli che sapientemente ristrutturati hanno ritrovato nuova vita in veste di strutture ricettive.

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"In Irpinia abbiamo un grosso potenziale, suggerisco a tutti di aprire i propri giardini e cortili. Chi ha delle belle ville può sposarsi a casa e chi ha un patrimonio immobiliare inutilizzato consiglio di investire nel settore ricettivo. Lo stesso devono fare i Comuni che hanno in dote castelli e palazzi gentilizi. All'indomani del Covid le esigenze sono cambiate, non esistono più i grandi matrimoni da 300 persone, dunque aumentano anche i luoghi dove festeggiare. Non ampie sale da ristorante, ma luoghi intimi per cui le scenografie naturali sono sempre le più interessanti, poi chiaramente c'è da curare l'allestimento e la parte gastronomica che dovrà esaltare e coniugare l'identità del posto a quella degli sposi". 

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Per gli allestimenti di Country Chic Event il legno diventa protagonista, le botti sostituiranno i tavoli d'appoggio, i tappi di sughero faranno da segnaposto e i fiori di campo orneranno i centrotavola. Nulla sarà lasciato al caso: il menu sarà a base di prodotti tipici con vini d'annata e bollicine selezionate. Jenny, sommelier di lungo corso, cura personalmente la carta dei vini, mentre allo chef Antonio Pisaniello compete la supervisione gastronomica. 

"Parto dal presupposto che i matrimoni non devono essere un sequestro. I tempi sono cambiati, basta stare seduti lunghe ore a tavola, piuttosto diamo spazio all'aperitivo e al ballo. Il cibo deve essere ricercato, in linea con la struttura e il territorio che ci ospita. Carni, formaggi, verdure devono essere espressione del luogo: la cucina tradizionale, ma rivisitata in chiave moderna e senso estetico. Infine vorrei sottolineare che se siamo in collina è inutile proporre le ostriche, gli ospiti preferiranno sempre un buon caciocavallo impiccato. Il matrimonio è una festa e la parola d'ordine è divertirsi".

Screenshot_20200717_161626-2(nella foto da sinistra Jenny Auriemma, Enzo Miccio e Antonio Pisaniello) 

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