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Una matassa di piacere, la ricetta della pasta fresca tipica di Caposele

Un vero e proprio lavoro di manualità che le massaie si tramandano di madre in figlia per tenere vivo un patrimonio culturale dagli echi ancestrali

La lavorazione avviene a mano; la forma viene data con una specifica pressione esercitata dalle dita e dal palmo della mano che modellano in un unico filamento un impasto che lentamente si assottiglia, si allunga e si ripiega in anelli concentrici fino a formare le famose matasse. Un vero e proprio lavoro di manualità che le massaie si tramandano di madre in figlia per tenere vivo un patrimonio culturale di origini antiche. 

Come indica il nome, la tipica pasta fresca di Caposele è chiamata così perché durante la preparazione si crea questo lunghissimo filo che si rotola sulle mani proprio come si farebbe con una matassa di lana. Una modalità di produzione molto caratteristica connessa a riti propiziatori ancestrali che oggi è diventata un simbolo della gastronomia locale. 

Una pasta riproposta e tutelata dai ristoranti della zona, in particolare nei pressi del Santuario Materdomini per divulgare la conoscenza di un prodotto riconosciuto dal marchio PAT (Prodotti Agroalimentare territorali della Campania) e molto amato da tutta l'Irpinia. 

Tra le versioni più popolari troviamo "matasse e fasuli” e “matasse e ciciri”, ovvero matasse e fagioli e matasse e ceci, ricette semplici e saporite che condite con abbondante olio ravece e guarnite sul finale dal corno di peperone crusco sono davvero intramontabili leccornie. 

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Ingredienti 

300 g di farina di semola di grano duro Senatore Cappello

Farina di Granturco 

150 ml di acqua 

Procedimento 

Disponete a fontana la farina su una spianatoia. Lavorate a lungo la pasta, formate un panetto, coprite con un panno umido e lasciate riposare per una mezz’oretta.

Trascorso il tempo di riposo, formate un torciglione dello spessore di un dito, con l’intero panetto di pasta. Deve essere lungo e continuo. 

Matasse-3

 Lavorate il vostro filamento proprio come fareste come una matassa di lana. Dovete creare dei cerchi concentrici intorno alla mano fino a quando non si sarà assottigliato. È un'operazione che dovete ripetere più volte con continuità e manualità.

Matasse-4

Durante la lavorazione assicuratevi che il filamento tocchi la spianatoia infarinata di farina di granturco, per evitare che si attacchi alle superfici e su se stesso. Continuate a lavorare fino a che il filo non si è ridotto di pochi millimetri di diametro. Una volta raggiunto lo spessore giusto, il filo viene lievemente schiacciato con le dita e cotto intero (non deve tagliarlo) in acqua bollente. Le matasse si spezzeranno da sole durante la cottura. Condire con il vostro sugo di ceci, fagioli, o pomodorino fresco. 

(foto proloco Caposele) 

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