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Mastroberardino e il vino degli antenati, la vendemmia agli scavi di Pompei

Oggi, esattamente come duemila anni fa, si procede al taglio delle uve nei vigneti degli scavi, piantati in specifiche zone fin dal 1994, secondo un progetto del Laboratorio di Ricerche Applicate nel Parco archeologico, seguito da una convenzione con l’azienda vitivinicola Mastroberardino

A Pompei, come ogni anno, si tagliano le uve coltivate nei vigneti delle antiche domus grazie a un progetto di botanica applicata all'archeologia portato avanti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico, e grazie a una convenzione con l'azienda vinicola Mastroberardino che si occupa della coltivazione nei vigneti dell'antica Pompei e di tutte le fasi fino alla produzione del vino: il Villa dei Misteri.

E' la 21esima edizione della vendemmia agli scavi: un progetto cresciuto nel tempo e arrivato a interessare 15 aree dell'antica Pompei, tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, per un totale di circa un ettaro e mezzo, con una resa potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Ne deriva un vino che oggi è anche veicolo di storia e cultura pompeiana.

La dottoressa Chiara Comegna, archeobotanica del Parco archeologico, ricorda gli importanti studi della dottoressa Jashemski sulla viticultura pompeiana: "Sin dal 1950 si è occupata anche delle pratiche vitivinicole delle aree in cui sorgono i nuovi vigneti. Gli studi si basavano sullo scavo sistematico, e sull analisi degli eco fatti , ovvero di tutti i reperti e le tracce naturali portati in luce durante lo scavo, sulla loro interpretazione, e a seguire sull intreccio di questi dati archeologici con le fonti scritte. Grazie a questo complesso procedimento è stato possibile ottenere le prime informazioni sulla viticoltura romana-pompeiana, prima note quasi esclusivamente attraverso le fonti scritte".

Il vino in degustazione quest'anno è il Villa dei Misteri Annata 2012, frutto dell'uvaggio storico di Piedirosso, Sciascinoso e Aglianico. Quest'ultimo inserito in blend dalla vendemmia 2011 e tra le varietà più rappresentative della viticoltura dell'antichità.

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