Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

L'Irpinia, la pasta e le sue tradizioni nel convegno "La geologia a tavola"

L'evento organizzato dall'ordine dei Geologi ha rimarcato il legame tra la terra e il cibo

Ogni giorno, senza rendercene conto, “consumiamo” una buona dose di geologia. Alcune caratteristiche organolettiche di molte pietanze sono legate intimamente al suolo e al sottostante substrato geologico. Tutto quello che mangiamo o beviamo ha qualche collegamento con la geologia e spesso tale collegamento dà origine a prodotti particolarmente apprezzati dai consumatori come il “Greco di Tufo”, che viene prodotto su terreni con elevato contenuto di zolfo, o il pecorino di “Carmasciano”, che deve il suo successo alle esalazioni sulfuree delle Mefite di Rocca san Felice, o la pasta che nel caso del Pastificio Graziano di Manocalzati, premiato tra i migliori pastifici d'Italia per la qualità della materia prima si produce esclusivamente con acqua irpina e grano italiano. 

Ma che rapporto c'è tra il suolo e il cibo? 

Da questo interrogativo è partito il covegno organizzato da Città Metropolitana e L’Ordine dei geologi della Campania e del Molise insieme ad agronomi, chimici, tecnologi alimentari e produttori. 

Loro i protagonisti dell'evento “La Geologia a tavola”, che si è svolto questa mattina a Napoli, nel monumentale complesso di Santa Maria la Nova e che ha centrato l'attenzione sulle tradizioni agroalimentari irpine, in particolare la pasta. 

Il convegno presentato dalla giornalista Anna Santonicola ha visto la partecipazione del sindaco Metropolitano Luigi de Magistris, Sandro Conticelli, il professore Sabatino Ciarcia dell’Unisannio, Matteo Lorito, Direttore della facoltà di Agraria, il Consigliere Vincenzo Cirillo e dell'amministratore del Pastificio Graziano Alfonso D'Urso. 

"Geologia a Tavola ha affrontato numerosi ed importanti temi, a me preme sottolineare l'importanza del progetto “Smart Farm” - ha affermato il consigliere Metropolitano Vincenzo Cirillo, delegato all'agricoltura e alla Smart City- perché può cambiare il futuro dell'agricoltura nel nostro territorio. Ritorneremo alle antiche vocazioni territoriali – ha aggiunto - ma con gli strumenti del futuro e dell'innovation technology formando i nuovi agricoltori digitali”. 

A seguire l'intervento di Sabatino Ciarcia dell’Unisannio che spaziando tra le regioni della Campania e del Molise ha messo in risalto le peculiarità dei nostri territori capaci con le loro caratteristiche di creare dei prodotti agroalimentari unici al mondo. È il caso dell'Irpinia dove prende forma il progetto dei fratelli D'Urso, alla guida del Pastificio Graziano di Manocalzati, aria incontaminata, acqua dei monti irpini e grano italiano per la pasta premiata dal Gambero Rosso tra le migliori in Italia. 

"Pastificio Graziano si è fatto interprete di una tradizione che in Campania si perpetua da secoli - ha esordito Alfonso D'Urso - Avvalendosi dei migliori strumenti tecnologici e delle trafile da noi brevettate in platino e in argento ha saputo trovare il giusto compromesso tra tradizione e innovazione preservando il sapore tipico della pasta delle nostre nonne. La nostra filosofia è: un occhio al passato per non dimenticare l'importanza delle radici e un occhio al futuro per esaltarne la qualità e i valori nutrizionali. In virtù del legame indissolubile tra Terra e Cibo di cui siamo convinti utilizziamo solo acqua dei monti irpini e grano 100% italiano che uniti al tipo di lavorazione ed essiccazione a bassa temperatura ci permettono di essere menzionati tra i migliori pastifici al mondo dal Gambero Rosso quest'anno e, prima ancora, di vincere il premio internazionale per l'innovazione delle trafile al platino e all’argento. L'obiettivo adesso è continuare a garantire questo standard qualitativo con la consapevolezza che la Terra è Madre e in quanto tale va tutelata con le giuste politiche agroalimentari e ambientali".

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