Sapore d'Irpinia

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Guida Identità Golose, è il Moera la vera novità della ristorazione irpina

Prestigioso riconoscimento per il ristorante-orto di Francesco Fusco

Novecento schede, tante vanno a formare l’edizione 2018 della Guida ai ristoranti d’Italia, Europa e Mondo di Identità Golose. Un viaggio gastronomico che ha toccato anche i luoghi piú nascosti per scoprire nuovi presidi del gusto capaci di suscitare emozioni al cuore e al palato

I ristoranti recensiti quest'anno sono 907, di cui 645 italiani e 262 internazionali, 68 le pizzerie. La guida per la terza volta è gratuita ed in versione digitale. Scopriamo così che le novità secondo il magazine sono ben 220 e che in questo tour in lungo e in largo per tutto lo 'stivale', gli esperti gastronomici hanno premiato anche l'innovazione del cuoco, agricoltore e ristoratore Francesco Fusco, proprietario del ristorante Il Moera ad Avella.

L'insegna della famiglia Fusco è finita tra le novità 2018 di Identità Golose. Un bel riconoscimento che premia la scommessa fatta da Francesco, qualche anno fa, riuscendo ad emergere con una proposta di grande interesse sul panorama ristorativo, dal momento che il Moera è il primo ristorante orto in Italia che per il 90% offre ai suoi clienti i frutti del proprio lavoro.

Non a caso, tra i piatti consigliati dalla Guida ai migliori ristoranti d'Italia, c' è qualcosa che potrete gustare solo alla tavola dei Fusco: come i Fagioli zolfini cotti nel pignatiello, oppure il Risotto con le nocciole degli alberi di casa Moera con il pesto a base di foglie di aglio orsino, raccolte personalmente da Francesco nei boschi dei Monti del Partenio.

Ma vediamo cosa dice del ristorante Il Moera Identità Golose:

Il Moera è un ristorante con orto in cui tutto (o quasi tutto) quello che viene portato in tavola è frutto del lavoro di Francesco Fusco, che di giorno veste i panni dell’agricoltore e dell’allevatore e di sera quelli del cuoco. La sua cucina, quindi, non può che seguire il ciclo naturale della terra che coltiva insieme a suo padre. 

State pur certi che qui la filiera è certa e controllata: le uova, non più di 25 o 30 al giorno, sono delle galline livornesi che razzolano felici tra i campi di Avella, l’aglio orsino (di cui Francesco fa largo uso) è quello raccolto nei boschi sui Monti del Partenio e gli ortaggi, i legumi e la frutta, dagli spinaci ai fagioli zolfini, dalle melanzane, alle nocciole e alle zucchine, sono dell’orto di famiglia. E quel poco che non può essere prodotto in casa, come il pesce o la carne, proviene da fornitori amici, animati dagli stessi principi della famiglia Fusco. 

Francesco è autodidatta, non ha fatto grandi scuole di cucina e non può vantare nel suo curriculum esperienze presso insegne altisonanti e forse è proprio questa la sua forza: la sua è una cucina senza tanti fronzoli, pulita, genuina e molto lineare. Nel suo menù, che naturalmente varia in base a quello che la terra ha da offrire, troverete piatti come fagioli zolfini cotti nel pignatiello, patate al cartoccio con provola e aglio orsino,  o baccalà in oliocottura su spinaci appena colti.

Ad aiutarlo in questa impresa, nata nel 2010, sua moglie Diana che in sala accoglie i clienti con garbo e spontaneità e fa in modo che qui si sentano come a casa.
 

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