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Fede e tradizione, in Irpinia è il weekend dei Cicci di Santa Lucia

Il Covid-19 non ferma la tradizione

Il proverbio dice: «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia», perché prima della riforma del calendario Gregoriano, la notte di Santa Lucia cadeva il giorno del solstizio d’inverno. Per i nostri nonni è ancora così, il 13 dicembre è la notte più lunga dell'anno, ma soprattutto un giorno in cui si celebra la patrona d'Irpinia.

In alcuni testi si legge che la Santa è la protettrice di tutto il capoluogo e che anticamente per omaggiarla i devoti preparassero i vari cereali per poi regalarli alla gente della zona. Tale generosità era l’espressione del voto fatto a Santa Lucia, presumibilmente, per grazia ricevuta, un modo per compensare il beneficio avuto compiendo un gesto caritatevole nei confronti della comunità.

In molte case questa tradizione continua attraverso la condivisione con i propri cari di un piatto che riflette odori e sapori della civiltà contadina che un tempo predominava nella nostra bella Irpinia: i cicci di Santa Lucia. Quest'anno, a causa del Covid-19, l'usanza non potrà essere celebrata come di consuetudine e dunque mancheranno le iniziative delle associazioni come la Pro Loco di Atripalda che per l'occasione organizzava una grande festa nel segno della solidarietà e dell'amicizia. Ma lo spirito benefico di un rito che affonda radici secolari permane all'interno delle famiglie e delle organizzazioni no-profit che nel pieno rispetto dell norme anti-contagio si stanno organizzando per devolvere il ricavato della vendita dei Cicci di Santa Lucia in beneficenza. 

Ad Aiello del Sabato Officina62 ha già annunciato che in accordo con Don Carmine il guadagno ottenuto sarà donato alla Parrocchia. E così, tanti altri, proveranno a mantenere in vita l'antica tradizione di una ricetta immortale e tra le più rappresentative d'Irpinia. 

La ricetta 

Gli ingredienti dei Cicci di Santa Lucia variano di famiglia in famiglia, ma l’uso comune vuole che il mais bianco, il grano tenero, i ceci, i fagioli e le lenticchie vengano messi in ammollo per circa 12 ore, poi bolliti insieme fino a che non abbiano assorbito tutta l’acqua ed, infine, uniti ad un soffritto di peperoni tondi sottaceto e conditi con aglio.

Dove trovarli per l'asporto 

  • La bottega del fusillo
  • Officina 62
  • Memea Vecchie Ricette
  • Mastro Giorgio
  • BAR al Cielo Azzurro
  • Kalo gastronomia
  • Bar Cappuccini
  • Borgomeria Salumeria al Borgo
  • Zeppoleria da Geppino
  • Malaga
  • Valleverde Zia Pasqualina
  • Pietra di Luna
  • In Tavola
  • Buoni e Cortesi

Per chi invece vuole farli a casa ecco gli ingredienti e il procedimento

Ingredienti 

  • 200 grammi di grano tenero;
  • 200 grammi di mais;
  • 200 grammi di fagioli bianchi;
  • 200 grammi di ceci;
  • 50 grammi di olio di oliva;
  • quattro peperoni rotondi sott’aceto;
  • due spicchi di aglio;

Preparazione:

Fare lessare separatamente in abbondante acqua salata il grano tenero che è stato tenuto a bagno almeno da due giorni prima, il mais, che va anch’esso tenuto a bagno per un paio di giorni, i fagioli e i ceci. Mondare dai semi i peperoni sott’aceto e tagliarli a pezzi. Soffriggere in  una pentola di terracotta a fuoco lento gli spicchi di aglio e i quattro peperoni. Una volta che i vostri cereali sono pronti   e dopo averne eliminato quasi completamente l’acqua di cottura, versare nella pentola del soffritto il grano, il mais, i ceci e i fagioli. Servire la minestra calda o tiepida in piatti fondi accompagnata dalla pizza 'ionna'. 

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