Giovedì, 21 Ottobre 2021
Sapore d'Irpinia

Opinioni

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia Atripalda

Educational Tour, da Mastroberardino gli operatori turistici stranieri

Gli ospiti hanno degustato una selezione dei CRU di famiglia e visitato le antiche cantine

 Nel corso del programma Educational Tour, organizzato dalla Regione Campania, l’azienda Mastroberardino ha accolto in visita una delegazione di operatori turistici stranieri in arrivo da Germania, Russia, Spagna, Francia, Danimarca e Svizzera che hanno visitato il Sannio e l’Irpinia alla scoperta dei luoghi e delle eccellenze del territorio.

Per l’assessore regionale al turismo Felice Casucci «L’obiettivo di questo Educational Tour è far conoscere le caratteristiche del territorio con momenti di confronto ed accoglienza destinati a soggetti imprenditoriali interessati a visitare le nostre aree interne al fine di favorire la promozione di pacchetti turistici. Il tutto coinvolgendo le imprese private in una logica di partenariato con il soggetto pubblico».

In casa Mastroberardino, dopo aver completato il tradizionale tour nelle secolari cantine di Atripalda e aver degustato una selezione dei CRU di famiglia, gli ospiti sono stati accompagnati dal nostro Presidente, il prof. Piero Mastroberardino, nella visita al «MIMA», il Museo d’Impresa Mastroberardino Atripalda (www.museomima.it), un progetto culturale che ha condotto alla selezione di documenti che abbracciano tre secoli di storia della famiglia Mastroberardino e dei vini d’Irpinia, un binomio mai sciolto lungo l’arco di dieci generazioni.

L’esposizione è articolata in tre intervalli storici. Il primo prende l’avvio dal 1700 e, narrando le imprese delle prime generazioni di famiglia, accompagna con ricchezza di documentazione storica nel corso delle diverse dominazioni sul Regno di Napoli, dagli Asburgo al periodo napoleonico, ai regnanti borbonici, nonché ai tre sovrani di Casa Savoia, giungendo sino alla scomparsa, nel marzo del 1914, di Angelo Mastroberardino, Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, artefice della prima internazionalizzazione dell’impresa a partire dal 1878.

La seconda sezione, che copre il periodo tra il 1914 e il 1932, è dedicata alla prima fase dell’esperienza professionale di suo figlio, Michele Mastroberardino, che agli inizi del ‘900, nella veste di ambasciatore degli affari internazionali di famiglia, sviluppa relazioni commerciali in vari paesi d’Europa, in Nord America e nell’Africa coloniale. Si confronta poi con la mobilitazione della Grande Guerra, la prima versione del fascismo al potere, l’entrata in vigore del proibizionismo negli Stati Uniti sotto la presidenza Wilson, l’apertura dei traffici commerciali in America Latina, la capillarizzazione della distribuzione sui mercati europei, l’apertura di mercati sempre nuovi in Asia, Africa e Oceania, con un’espansione che porta in questo periodo i vini irpini a toccare tutti i continenti.

La terza parte del percorso si occupa delle vicende dell’impresa familiare Mastroberardino tra il 1933 e il 1945, quando Michele, ormai maturo, coglie l’opportunità della caduta del proibizionismo americano ad opera di Roosevelt, prosegue l’opera di consolidamento della presenza dei propri vini su un vasto numero di mercati esteri, mentre all’interno fronteggia il consolidamento del modello corporativo fascista, la fase dell’autarchia e l’organizzazione dei rapporti interni all’Impero Coloniale Italiano, lo scoppio della II Guerra Mondiale, la fase più critica dei bombardamenti del ’43.

L’esposizione si conclude con la morte di Michele Mastroberardino e la fine della guerra, accompagnata dal racconto dei primi passi di una faticosa ricostruzione conseguente al cataclisma bellico.

Secondo il prof. Mastroberardino: «Ciò che colpisce durante queste visite di operatori stranieri è il modo in cui restino affascinati dalla grande storia di operosità e di spirito d’intrapresa della nostra terra. Scambi culturali come quello reso possibile dal programma di questo Educational Tour costituiscono una base importante per le azioni di promozione e valorizzazione del territorio in una prospettiva globale. I territori competono ormai su scala globale e hanno bisogno di mettere a frutto i propri asset in una prospettiva di creazione di valore e remunerazione degli investimenti, soprattutto nelle aree interne. Tale scopo accomuna il pubblico e il privato perché catalizza processi virtuosi che alimentano nel cittadino il senso di appartenenza e l’orgoglio che lo porta ad essere attore e difensore della propria terra. Occorre rendere sistematiche iniziative tese a portare operatori stranieri sul territorio e attivare flussi turistici e di investimento idonei ad ampliare le prospettive di sviluppo».

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