Sapore d'Irpinia

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Lo chef Paolo Barrale dice addio al ristorante dei Feudi di San Gregorio

Barrale: "Feudi dopo la chiusura intende riaprire con nuovi indirizzi i cui obiettivi non sono in linea con il mio percorso professionale"

Lo chef siciliano Paolo Barrale lascia il ristorante Marennà di proprietà dei Feudi di San Gregorio. Dopo 15 anni alla guida della cucina dell'azienda di Sorbo Serpico ha deciso di prendere nuove strade.

La decisione cade alla vigilia dei lavori di restauro che interesseranno la vinery irpina fino ad aprile del 2019. 

Di seguito la nota stampa di Paolo Barrale 

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“Dopo quasi 15 anni di collaborazione, dal 18 ottobre 2018 ho lasciato il ristorante Marennà. Le nostre strade si separano qui. L’Azienda Feudi di San Gregorio dopo la chiusura del ristorante per ristrutturazione intende riaprire con un nuovo indirizzo di ristorazione i cui obiettivi non sono in armonia con il mio percorso professionale e non riflettono il progetto gastronomico che ci ha visti in auge per ben tre lustri.
L’esperienza al Marennà è stata fantastica e mi ha permesso di crescere professionalmente ed umanamente, ma soprattutto ha radicato in me una convinzione che mi accompagna da sempre ovvero che a prescindere dalla qualità di quanto produci, sacrificando la tua vita quotidiana, alla base di tutto ci devono essere della relazioni umane solide e rispettose della dignità e del decoro umano… 
Dopo una bellissima esperienza professionale e personale, stimolato sempre più dalla voglia di rimettermi in gioco per nuovi traguardi e per continuare a vivere la professione con grande spirito di sacrificio, lascio, con amarezza quella che è stata la mia casa per tanto tempo.
Ringrazio di cuore la mia brigata e tutto lo staff che in questi anni mi sono stati vicini ed hanno partecipato con impegno, volontà, entusiasmo e dedizione al raggiungimento di traguardi importanti.
Non posso non ricordare l’affetto e la stima di tutti i clienti che hanno manifestato grande apprezzamento per il mio modo di fare cucina e, aggiungo, per il mio essere Paolo.
La meraviglia di questo lavoro sta nella ricerca, nei contatti e nella costante voglia di crescere. Sono già preso da nuove esperienze e da nuove avventure gastronomiche alle quali mi approccio con il consueto entusiasmo e passione”.

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